...a tutti voi perché scegliate la pace...
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lunedì 8 agosto 2011

Le nostre vacanze concentrate

Purtroppo sono già finite...
Dopo una settimana circa a Loano per rimettere in piedi il Mister dalle ultime fatiche, siamo andati quattro giorni in Val d'Aosta, più precisamente ad Entreves un piccolo paesino vicino a Courmayeur, alle pendici del Monte Bianco, alla confluenza di 2 valli che si diramano: la Val Veny e la Val Ferret. La pensioncina gestita da preti è stata un ottimo appoggio per le nostre visite ed escursioni; poi costava anche poco visto che i prezzi in quelle zone, soprattutto ad agosto, sono fuori dal normale!
Ormai sono entrata nel sesto mese di gravidanza e non posso scalare montagne ma lì il paesaggio è così bello e la voglia di vedere e scoprire è così forte che non mi sono molto trattenuta e riposata!
Il primo giorno siamo andati in Val Veny: è una vallata alpina ai piedi del massiccio del Monte Bianco, a sud del paese di Courmayeur. Fu modellata in particolare dai ghiacciai del Miage e della Brenva e dal suo fiume, la Dora di Veny, che si congiunge nei pressi di Dolonne con la Dora di Ferret a formare la Dora Baltea. Il paesaggio è mozzafiato. Su questo sito potete trovare tutte le descrizioni dei percorsi e delle escursioni della Val Veny e della Val Ferret.
Doveva essere una tranquilla passeggiata invece, siamo andati a vedere il lago del Miage che pian piano si sta prosciugando dato che il ghiacciaio si sta ritirando. Rimane dietro alla grande morena (questa parola piace un sacco allo Ste) della Miage. Il lago si presenta grigiastro (dal colore del ghiacciaio). Bruttino!
Poi siamo andati al lago Combal costituito da pozze di acqua sul vasto pianone della Val Veny. Lì i colori dell'acqua erano molto vivaci, un misto tra verde azzurro e grigio. I fiori erano tantissimi; avremmo voluto vedere qualche animaletto ma abbiamo visto solo due serpentelli.
Dal pianone si vede il Rif Elisabetta.  Ari: "Ma sì Ste...è lì, se non ce la faccio torno indietro". Invece, siccome sono testarda e curiosa mi sono fatta quella "lieve" salita sotto il sole di meszzogiorno. Quindi se vi chiedono: "Può andare una donna incinta a oltre 2100 mt di altezza?" La risposta è "Si". Io ero contenta e soddisfatta e quel paesaggio mozzafiato chi me lo farà rivedere? Proprio una bella escursione!!! I miei genitori appena l'hanno saputo si sono arrabbiati e ci hanno detto che siamo degli incoscienti. Ma io stavo così bene!
Siamo andati a vedere anche la Val Ferret anche se il tempo era bruttissimo.

Questa valle, invece, si trova a nord della conca di Courmayeur. Si colloca ai piedi del massiccio del Monte Bianco e ne costituisce, insieme alla Val Veny, il suo limite geografico orientale. Anche qui il paesaggio è mozzafiato anche se abbiamo trovato una giornata da lupi. Ha iniziato a diluviare proprio nel momento della salita al Rif. Elena. Dal rifugio si può godere dell'ampia vista del ghiacciaio di Pre de Bard e sul Dolent, il monte dei 3 stati (Italia, Francia e Svizzera), uno degli angoli delimitatori del Bianco. La meritata sosta al rifugio svela la splendida posizione della Val Ferret, potendo godere di una straordinaria vista panoramica su di essa. È stato molto bello. Finito di piovere siamo scesi e ci siamo messi sul torrente a prendere un pò di calduccio al sole.
Gli altri giorni ne abbiamo approfittato per andare a vedere i paesini d'Entreves, la Saxe e Courmayeur che ovviamente è troppo turistica e finta per i nostri gusti. Inoltre siamo saliti sulla funivia del Monte Bianco ma non per andare a oltre 3000 mt d'altezza ma per accontentarci dei 2175 del Giardino Botanico Alpino Saussurea, il giardino più alto d'europa dove abbiamo fotografato e siamo venuti a conoscenza di fiori di 1000 specie e colori. Tipo lo SPARVIERO PELOSINO. Da li poi se volevi potevi arrivare a piedi al ghiacciaio della Brenva. Infatti dopo la visita ci siamo incamminati ma poi ci siamo ritrovati davanti una parete di gradini di roccia ed è iniziata la discussione. Ste non voleva che salissi, io invece ce la potevo fare tranquillamente. Bhe questa volta ha vinto lui. Sono stata lì ad aspettarlo. Poi la strada (a detta di lui) era troppo lunga e impervia e quindi siamo tornati indietro. Uffa!

Comunque è stata una bellissima mini vacanza, dove lo Ste è riuscito a rilassarsi e a divertirsi. Ringraziamo tantissimo i miei genitori che hanno regalato a Ste questa splendida vacanza!

martedì 8 settembre 2009

È arrivata Cleo!


Sabato scorso è arrivata in casa nostra la piccola Cleo, un'amorevole trovatella che si è subito integrata in famiglia.
La piccola sembrava spaventata al negozio di animali, ma adesso è già diventata la padrona della casa; stanotte si è scatenata, correndo per tutta la casa, assalendo i miei piedi e giocando con tappeti, palline e ciabatte.
Però la ruffianella è anche tanto affettuosa: dopo aver giocato tanto, si è accucciata a dormire vicino a noi (anche SOPRA di noi).
Siamo sicuri che ci farai passare tanti bellissimi momenti. BENVENUTA!

martedì 9 giugno 2009

w la Provance

Siamo a Maggio e come ogni anno io e Stefino, facciamo il nostro viaggio culturale! Siamo andati in Provenza.
Partiamo sotto un cielo nuvoloso... direzione AIX EN PROVANCE. Decidiamo dopo la frontiera di fare una breve sosta in un grazioso paesino: ST. PAUL DE VANCE. Questo villaggio su uno sperone di roccia, raccolto da una cerchia di bastioni, è molto suggestivo e incredibilmente pittoresco. Ha al suo interno tantissime viettine affiancate da botteghe di vari artigiani e artisti. Gironzoliamo un po' e poi ci fermiamo a guardare i giocatori di bocce appena fuori le mura. Molto carino.
Proseguiamo il nostro viaggio. Arrivati a Aix, il “paesaggio” cambia. È una cittadina molto caotica, ricca di bar e ristoranti soprattutto lungo corso Mirabeau. Una cosa della Francia che ci ha molto infastidito è che si paga tutto... parcheggi, autostrada (ogni 10 km bisognava fermarsi e mettere le monetine) anche l'aria che respiri... L'ufficio turistico ci ha prenotato una stanza in una “bettola”. Se vi capita di andare non pernottate all'hotel DES ARTS (45 euro). Purtroppo i B&B a differenza di tutto il mondo qui costano uno sproposito, quindi bisogna ricorrere ai cari vecchi hotel. L'unico ricordo piacevole è l'entrecote buonissima che ho divorato la sera a cena.

18 MAGGIO '09

Prossima tappa: ARLES. Questa cittadina ci è piaciuta molto. Il centro storico è ricco di viuzze con impianti medioevali, arricchiti dal teatro romano e dalla fantastica Arena. È la cittadina con più monumenti antichi romani dopo Roma. È anche la cittadina più ispanica perché si allevano i tori per fare le corride negli anfiteatri e per mangiarli. Abbiamo preso una stanza per 2 gg in un graziosissimo hotel (Regence) in riva al fiume Rodano che passa imponente e divide la città. Il pomeriggio visitiamo AIGUES MORTES (Acque Morte). Circondata da sei torri e dieci porte che si avvicendano lungo la magnifica cinta dei bastioni, è perfettamente conservata. Il nome deriva dal paesaggio paludoso che la circondava: ora è sostituito da pianure ed acqua dove si raffina il sale. È bello passeggiare con il mio burro per antiche e seducenti strade, ma ricche di turisti. Lì ho mangiato lo spezzatino di toro... buonissimo!!!

19 MAGGIO '09

La CAMARGUE. Uno dei giorni più belli che io abbia mai passato. Il fiume Rodano si apre a ventaglio in un enorme delta, dove le acque del fiume e del mare si fondono e formano un affascinante zona paludosa. Noleggiamo le bici che ci accompagneranno per 15 km nella natura verso ST MARIE DE LA MER. Sotto il sole cocente, rimaniamo affascinati dalla grande quantità e varietà di uccelli che ci circondano. Ma soprattutto rimaniamo ammaliati dalla bellezza dei fenicotteri rosa. Facciamo un sacco di foto. Il terreno è ricco di stagni salati e canali. Nei recinti si vedono mandrie brade di tori neri della Camargue; e sparsi nella pianura ci sono cavalli bianchi che mangiano. (Ma dove sono i famosi mandriani????). Arriviamo a St. Marie de la mer dove ci fermiamo a mangiare all'ombra e guardare il mare. Il 24 maggio in questo paese si festeggia Santa Sara. Per questa occasione tutti i gitani, zingari ecc... si ritrovano per fare una gran festa. Infatti, ci siamo inoltrati nel paese ma non riuscivamo a camminare perché le zingare continuavano a fermarmi per darmi delle medagliette o degli orecchini. La visita è stata breve. Prendiamo le nostre bici e torniamo indietro. Molto stanchi decidiamo comunque di vedere il lato est della Camargue in auto. Visitiamo le bianche saline di GIRAUD. La strada era molto bella, con punti dove fermare l'auto e vedere il bellissimo panorama che offriva la natura circostante. Ci è piaciuto veramente tantissimo.

20 MAGGIO '09

Oggi decidiamo di rilassaci. Ma con lo Ste è un po' difficile. Siamo due instancabili curiosoni!! Andiamo al grande mercato di Arles. Compriamo un po' di cosette e ci dirigiamo a NIMES. Ma io e lo Stefino siamo allergici al caos. Quindi visitiamo solo il monumento principale: les Arenas costruita nell'80 d.C. Era destinata ai combattimenti tra animali, tra gladiatori e corride. Poteva ospitare 23.000 spettatori. Era veramente bella e abbiamo girovagato volentieri con le nostre audio-guide comodissime. Usciamo ma... l'auto dove l'abbiamo parcheggiata???? Non trovavamo più la macchina! Ci ricordavamo solo un poster con la Bellucci e una rimessa di treni. Le viette ci sembravano tutte uguali. Abbiamo passato un'ora a fare e rifare tutte le stradine, ma nulla. Finché abbiamo descritto a un paesano, in un misto di italiano, inglese, brianzolo e francese cosa ci ricordavamo. Menomale che ha capito e ha accompagnato Ste. Che nervoso... la mia auto non ha neanche un mese di vita! Più rilassati scappiamo da Nimes per rifugiarci a UZES, un paesino consigliato dal nostro albergatore di Arles. Con una gran quantità di piccole e caratteristiche stradine, piazze e palazzi in pietra chiara, arriviamo alla splendida Piazza delle Erbe dove mangiamo circondati dai bellissimi portici gremiti di gente che discute e dai bambini che giocano a ridosso della fontana centrale. Le lucine sui platani creavano un'atmosfera veramente magica e inusuale.

21 MAGGIO '09

Il giorno dopo ci alziamo e andiamo al bar vicino alla piazza principale. Il paese era in movimento. Vari artisti avevano esposto i loro quadri nella piazza e nelle viette (ma qui la gente non lavora???). Prendiamo il vino da un produttore locale e andiamo verso il famoso PONT DU GARD. Questo ponte in realtà è un acquedotto che era lungo 50 km e serviva a collegare Uzes a Nimes con 20 milioni di litri d'acqua al giorno. Risale alla metà del I secolo d.C. Sopravvive in condizioni quasi intatte. Si paga 5 euro lasciare per l'auto e per entrare a vedere il ponte. Sotto sulle rive del fiume ci sono molte persone che prendono il sole e fanno il bagno. Noi siamo saliti su ed è veramente possente. Chissà come gli antichi romani hanno fatto a costruirlo. Ci fermiamo li a mangiare (baguette e salame) e poi Andiamo ad AVIGNONE. Imponenti mura circondano questa cittadina. Riusciamo, nonostante l'ora tarda a entrare a visitare l'imponente Palazzo dei Papi, che sembra più una fortezza. Abbiamo girato per numerose stanze ma a parte la grandezza e alcuni dettagli, il resto era tutto un po' da immaginare. I papi scissionisti restarono in questa sede staccata dal Vaticano per 100 anni circa (1309-1403). Il papato di Avignone fu presto emarginato. Siamo molto stanchi. Il riposo per noi in vacanza non esiste.

22 MAGGIO '09

La mattina finiamo di vedere Avignone. Andiamo sul Pont St-Bénézet che si erge sul Rodano con le sue arcate per metà della sua larghezza (l'altra metà fu spazzata via dalla piena del Fiume nel 1668). Fu costruito inizialmente nel 1177 e rivisto nel 1230. Purtroppo le due cappelline sono state deturpate dai graffiti degli incivili turisti. Mentre camminavamo per il paese ci ferma un ragazzo per chiederci se volevamo fare delle comparse in un documentario sul Palazzo dei Papi. Abbiamo avuto la possibilità di entrare in un chiostro ricco di rose e statue non aperto ai turisti. Siamo finiti anche in TV. Salutiamo Avignone e andiamo a visitare un bellissimo e inaspettato MUSEO della LAVANDA a Courtillon. Ci è piaciuto tantissimo perché la spiegazione era molto dettagliata e molto interessante. Menomale che anche qui c'erano le audio-guide!!! Ci hanno spiegato la distinzione delle piante di lavanda, la coltivazione, la raccolta, la distillazione e molte altre cose. Siamo rimasti molto soddisfatti. Anche se abbiamo lasciato li un capitale nello shop!!! Penultima tappa del nostro viaggio ROUSSILION. Non riuscivamo a trovare da dormire perché il paese è molto piccolo e veramente ricco di turisti che vengono a visitare le impressionanti cave d'ocra. Allora ci spostiamo più in la e finiamo a Saint Saturnin. Per fortuna abbiamo trovato da dormire a casa di una signora molto strana, ma molto simpatica.

23 MAGGIO '09

È l'ultimo giorno. La sera dovremmo essere a Loano. Torniamo a Rousillion questo piccolo paese bellissimo, con le case tutte di arenaria colore rossastro, ocra e gialline. Andiamo a visitare le famose Cave di Ocra. La sabbia è tutta rossa e le striature rossastre delle montagne sono veramente belle. Alcune colline tendono addirittura al viola. La tentazione di portare la sabbia gialla come ricordo a casa è tanta. Ma non si può. Faccio un sacco di foto perché a me tutte le cose colorate e strane mi attirano. E il paese è veramente ricco di angoli pittoreschi!!!!Mangiamo la nostra ultima baguette e andiamo verso GRASSE. Questa cittadina è famosa per la produzione di profumi. È tutta disposta a balconate rivolte verso il mare. Il nostro obiettivo era il Museo Internazionale del Profumo. Anche perché la città lascia un po' a desiderare. Al museo siamo entrati gratis ma senza audio-guide, senza spiegazione scritta in italiano o inglese, con alcune stanze in allestimento, non capivamo nulla. Insomma è stato un grande flop!!! La nostra vacanza termina a Loano. Finalmente ci rilassiamo sui primi ombrelloni in spiaggia. E dormiamo, dormiamo.
Grazie JianMiscel de Nusciatel!!!!

domenica 11 gennaio 2009

Domenica tra neve e polenta

Oggi, prima Domenica libera dopo un mese d'inferno. Il mio Stefino ha deciso di portarmi ha mangiare alla famosa "La Madonnina" a Barni. "Si mangia benissimo, lì è bellissimo ecc.." mi dicevano. Spinta dalla curiosità mi ha portato. Carichiamo la Vale e Cri e verso mezzogiorno partiamo.
Devo dire che la vista dalla terrazza è veramente SPETTACOLARE. Si vedeva tutto il Lago di Lecco con tutte le montagne innevate intorno. Ma l'aria pungente e il profumino che veniva dal ristorante ci ha spinto ad entrare presto. Ragazzi provate!!! E' una bomba!!! Abbiamo preso il menù da 27 euro e vi giuro che il secondo l'abbiamo quasi tutto saltato. Scoppiavamo. Davano queste porzioni che non erano abbondanti ma erano varie.
Per antipasto c'erano: cipolline, carciofi, tagliere di salumi, lenticchie e cotechino, polenta uncia (uncia, uncia, uncia), polenta con gorg....e polenta con funghi.
Primo: Risotto con scamorza e gnocchetti con crema di funghi.
Secondo: brasato, cervo, salsiccia e funghi trifolati tutto accompagnato da polenta.
Dolce e Caffè.
paperelle
tramonto sul lago
SCOPPIAVAMO. Il cibo era buonissimo anche se la sala era molto caotica e satura di gente. Ci alziamo a fatica e rotoliamo verso la macchina.


Prossima tappa...Lago del Segrino. Ci fermiamo a fare una passeggiata al freddo e al gelo sulle sponde del lago ghiacciato e ci godiamo il tramonto rosa e rosso che ci fa sperare che domani sia una giornata bellissima come oggi.
Grazie Ste.

sabato 3 gennaio 2009

Sopra la nebbia, una giornata stupenda

Venerdì, vorremmo fare una bella gita in montagna, approfittando dei giorni di riposo. Mi alzo prima delle 8, guardo fuori e vedo grigio, tutto grigio. Solo grigio.
Visto il nebbione, torno a letto. Poi ci svegliamo con calma, facciamo una bella colazione e decidiamo di partire lo stesso. Prendiamo la nebbiosa statale 36 e ci spingiamo verso la valsassina.
A Lecco troviamo coda in galleria. Ari già scoraggiata dal brutto tempo sta per desistere, MA...
quando usciamo dal Monte Barro troviamo il SOLE. La nebbia si è fermata prima e più saliamo, più il tempo migliora.
Arriviamo ai Resinelli con un bel sole, un bel freddo secco e la voglia di un bel giretto.
Sotto il sole di mezzogiorno camminiamo sulla neve in mezzo al bosco fino al bel vedere.
panorama leccheseQui c'è una vista eccezionale: la nebbia di casa è tutta lì sotto, che ricopre tutta la val padana, da Valmadrera fino al Po' ed oltre. Si vedono tutte le montagne del lago che spuntano oltre la nebbia, si vedono tutte le alpi innevate e pure gli appennini; e tutto intorno le nuvole.
Il vento le spinge verso nord. Come una corrente si insinua e si sporge sul lago calmissimo e lì si scioglie.
Uno spettacolo incredibile.
Ci scattiamo qualche foto ed arriviamo in cima al monte Coltignone.
Poi durante la discesa ci fermiamo in mezzo agli alberi e lì iniziamo ad accumulare neve, rametti ed altro materiale per poter fare il nostro PUPAZZO!
Eccolo qua, lo spirito del bosco, con il suo bel bastone ed il naso carota.
Alla fine per riscaldarci, niente di meglio di una bella cioccolata calda (con panna e dolcetto, alla faccia della dieta post natalizia).
Una bella giornata all'aria fresca; e pensare che stavamo per desistere.
BRAVI.

lunedì 1 dicembre 2008

AAA casale cercasi


Come al solito, sono passati diversi giorni, diverse settimane in verità, da quando siamo tornati dalla nostra ultima vacanzina e mi trovo davanti alla tastiera a ripensare ai paesaggi bellissimi che abbiamo visto, le avventure vissute, le persone che abbiamo incontrato. Le foto e la cartina sono un aiuto a ricordare.


Molti ci hanno detto: "Ma siete andati ancora in ferie?" e la risposta è Sì siamo andati ancora via, visto che poi da Dicembre qualcuno lavorerà sempre.
Torniamo alle Marche, pensiamo al territorio incantato del Montefeltro, una regione di colline e paesini incredibili, sospesi nel tempo.

Lì ancora hanno cura del territorio: lo dimostrano i paesi di San Leo, Pieve di Cagna, Ca' Gallo, Calzapalla, ma soprattutto il nostro Bed & Breakfast, Girfalco, scovato per caso su internet. Non potevamo essere più fortunati: un posto splendido in cima ad una collina. Due simpatici milanesi che sono scappati dalle nostre città strapiene e si sono creati un vero posto dei sogni.
Non vi racconto i dettagli della disavventura che ci è capitata alla macchina il giorno prima della partenza. In sostanza siamo andati in giro con il SUV della mamma e meno male. Ci sono capitati 3 giorni di pioggia e le strade tutte curve.
Abbiamo potuto girare con tutta calma la bella Urbino, città universitaria, piena di ragazzi ma con pochissimi adulti ed anziani. La domanda spontanea è "ma chi manda avanti la baracca se tutti sti ragazzi sono studenti?".
Poi però passiamo mezza giornata dentro al palazzo ducale e non ci poniamo più domande strane. Bello questo palazzone; veramente enorme e pieno di arte.
I primi due giorni li passiamo così. Il terzo giorno andiamo al castello di Gradara, quello di Paolo e Francesca (avete presente, no: "Amor, ch'a nullo amato amar perdona...". Domanda: come va avanti?). Restaurato e preservato per i turisti, ma ancora molto caratteristico.
Il nostro giro termina presto e decidiamo di spingerci verso San Marino.
Avremmo dovuto immaginarlo, quando abbiamo fatto tutta la strada sotto la pioggia e non vedevamo la cima del monte... non abbiamo visto nulla, per colpa delle nuvole. Insomma siamo arrivati vicino al borgo di San Marino, abbiamo bevuto un caffé giusto per poter andare in bagno e siamo scesi, sempre in mezzo alla nebbia ed alle nubi basse.
Scesi da San Marino, risaliamo verso San Leo, la rocca sul cucuzzolo, il borgo di Cagliostro. Anche San Leo è immerso nella nebbia della sera d'autunno ma con la pioggia diventa tutto magico. Un'atmosfera silenziosa ed irreale ci avvolge e ne approfittiamo per delle bellissime foto.
La cosa brutta è scendere dal paese: mezz'ora di curve, nella nebbia con visibilità di due metri.
Ci siamo ripagati con una cena speciale, come tutte quelle dei giorni passati.

Il giorno seguente torniamo a visitare il castello e ci prepariamo a ripartire per casa.
Il Montefeltro ci ha stregato; pochi giorni ma tanti sogni. Anche noi adesso vogliamo il casale!
Vogliamo la nostra casetta in mezzo alle colline ed alla natura!

domenica 27 luglio 2008

Un pasto nel passato

Volete passare una serata veramente indimenticabile??? Volete tornare indietro col tempo all’età medioevale??? Ormai dovete aspettare l’anno prossimo perché ogni anno nel mese di Luglio a GIUSTENICE, un paesino di 950 anime sopra Pietra Ligure, si svolge la CENA MEDIOEVALE proprio nella piazza S. Michele in centro paese.
La colubrinaLa tavola in piazzaSpettacolo di sbandieratori
Tutti i paesani sono vestiti con abiti dell’epoca medioevale. Ci sono i popolani, i gendarmi, il prete, il boia, i menestrelli, i musici, le guardie…. In men che non si dica ci ritroviamo catapultati nel ‘400. Tutto si ferma, si ritorna ai ritmi naturali e si dimentica l’assillo nevrotico delle megalopoli. Questa manifestazione nasce nel 1972 e tutt’ora attira centinaia di persone per la sua particolarità e bellezza. La piazza è addobbata a festa. I tavoli, arricchiti di fiori, candele e stoviglie tutte in coccio o terracotta, seguono il perimetro della piazza e guardano tutti verso il centro dove si esibiranno gli artisti mentre consumiamo la cena.
Una volta costatato che la prenotazione era a posto, veniamo annunciati dal banditore che ci racconterà poi varie curiosità dell’epoca medioevale. Dal microfono annuncia: “Messere Stefano e Madonna Arianna”. Agitatissimi e emozionati veniamo accompagnati da una dama e da un cavaliere al nostro posto.
E lo spettacolo al calar del sole ….inizia.
Inizialmente ci spiegano la “lista de tutte le cosse che se manzano”, anche perché sulla lista è tutto in dialetto e non ci saremmo mai arrivati. Comunque erano ben 6 antipasti 2 primi, 2 secondi, dolce e amaro oltre che vino bianco o rosso a volontà. Tutto di derivazione quattrocentesca.
i paesani al serviziomangiafuocogli spadaccini
Poi con il colpo di colubrina (un cannoncino medioevale), fortissimo, ci inizia allo spettacolo. Sbandieratori, menestrelli, spadaccini, animano la nostra cena coinvolgendo il pubblico. Tra una portata e un’altra, le popolane passano a chiederti se vuoi pane, da bere e qualsiasi cosa ti serva.
La cena era buonissima, e se chiedevi il bis non facevano storie. Siamo tornati veramente pienissimi. Intanto gli spettacoli lasciavano con la bocca aperta, soprattutto Stefano.Gli sbandieratori erano bravissimi, i giullari facevano veramente morire dal ridere; c’era il mangiafuoco, l’equilibrista, il lancia pugnali (in verità ha fatto tutto il bravissimo Nadir, il giullare giocoliere).
servi e castellaneParata di armigeri
La serata è passata velocissimamente. Che bello che è stato!!! Una delle serate più belle della mia vita. Alla fine ti viene dato un attestato di partecipazione individuale, oltre che una rosa e un ramoscello di ginepro.
Un’esperienza veramente coinvolgente. C’è stato un attimo in cui ci siamo sentiti proprio dei cortigiani a tavola. Speriamo di poter partecipare anche l’anno prossimo, magari Io vestita con uno svolazzante vestito da principessa e Stefano in armatura! Ricordate... bisogna prenotare un mesetto prima!!! Ciao ciao

venerdì 25 luglio 2008

A spasso per la Liguria

Venerdì 25 luglio eravamo a Loano. Il tempo non prometteva niente di buono; allora spinti dalla curiosità di visitare nuovi posti, abbiamo deciso di farci un bel giretto per i paesini dell'entroterra ligure. Siccome l'anno precedente abbiamo vagabondato sulle colline intorno a Pietra ligure, quest'anno ci siamo spostati oltre SanRemo, sopra Ventimiglia.ponte di Dolceacqua
Visitiamo quindi Dolceacqua.
Un paesino veramente molto carino, ricco di viette caratteristiche. Nella metà del Quattrocento la crescita dell’abitato, che aveva fatto del percorso di via Castello il principale asse viario urbano, portava alla creazione del nuovo quartiere del Borgo, al di là del torrente Nervia; i due nuclei vennero collegati da un elegante ponte a schiena d’asino a un solo arco di 33 metri di luce. Il ponte, che Claude Monet dipinse nel 1884, definendolo “un gioiello di leggerezza”, insieme al grappolo di case della Terra e al sovrastante castello dei Doria rappresenta una delle più pittoresche e celebri visioni dell’entroterra ligure.
Apricale focaccia in piazza
Lasciato questo splendido paesino, ci dirigiamo verso un altro paese che le guide consigliano di vedere: Apricale. Dalla strada impervia ma deserta lo scenografico aspetto dell'abitato, ci lascia a bocca aperta. Una sinuosa cascata di antiche case di pietra sulla dorsale di un erto pendio dominato dal Castello. Poi in realtà girando per le viettine ci accorgiamo che è una città semi abbandonata, sporca e piena di gatti e dei loro bisogni.
Il paese conserva intatta l'atmosfera medievale, con il nucleo originario alto sul colle, con il Castello, la chiesa parrocchiale e le case disposte a gironi concentrici. La piazzetta è carina ma sporca per una manifestazione del giorno prima. Povero paesino. Così maltrattato. Ce ne andiamo un po' delusi.chiesa diroccata di Bajardo
Facciamo una breve sosta a Bajardo un piccolo paesino immerso nella nebbia come la strada tutta curve e irregolare per arrivarci...che paura! Visitiamo velocemente la chiesa di S. Nicolò (quello che ne rimane). Il centro storico esiste fin dal primo millennio a.C. quando fu un importante luogo di culto per i Druidi - sacerdoti celti - dove sono tuttora presenti alcuni obelischi di pietra. Inizia a piovigginare. panorama di BussanaUltima tappa. Ero curiosa di andare a vedere il "paese delgi artisti"; Bussana Vecchia una frazione collinare del Comune di Sanremo. Ho sentito molto parlare di questo paesino. Un paese distrutto dal terremoto più di un secolo fa nel 1887, abbandonato dai suoi abitanti e ricostruito più a valle; rinato negli anni Sessanta quando un gruppo di artisti lo scelse come luogo del proprio lavoro. Attualmente gli artisti, in silenzio, continuano a lavorare nelle sue vie e nelle sue piazze fra gli antichi ruderi, e turisti di tutto il mondo arrivano a cercare di capire i segreti di questo paese in quella bellissima ambientazione da borgo medioevale.
A Ste non è piaciuto molto..."troppi figli dei fiori". Alla fine era carino, caratteristico ma gli artisti...come fanno a campare????? Torniamo a casa contenti e rilassati.

domenica 20 luglio 2008

Onda su onda (tutte su di noi)

Domanda: dovete festeggiare il vostro compleanno, in compagnia di un gruppo di amici, nel modo più divertente, coinvolgente, avventuroso e indimenticabile; cosa fate?
La mia risposta: RAFTING.

Un'esperienza INCREDIBILE che veramente può saldare le amicizie e creare una squadra affiatata; i protagonisti, i soliti temerari Diego e Stefano from Melzo, Io e la Pimpa, Vale e Cristian.
Giusto giusto 6 persone, tante quante ne entrano sul gommone da rafting; 6 più la guida, Mario, un portoricano simpatico ed eccentrico.
La giornata inizia con il ritrovo del gruppo, la partenza da casa e, sorpresa, il casello dell'autostrada chiuso! Non vi racconto le disavventure per raggiungere l'autostrada tra coda in provinciale, svincoli chiusi ed una gara di ciclisti, con relativa circolazione deviata o ferma!
Arriviamo in val D'Aosta in ritardo rispetto al programma ma i gentilissimi dell'organizzazione ci spostano al turno successivo dopo averli avvisati.
Dopo l'attesa, alle 15, facciamo il briefing teorico e ci vestiamo con le tutine ed il casco di protezione: ecco i 6 power ranger della Brianza pronti a partire.
Mettiamo il gommone nel freddo fiume. Mario, con il suo caschetto da polo ci da i comandi per remare. Cerchiamo di remare in sincronia ma spesso ci cozziamo l'un l'altro. Poi ecco la prima onda grossa e... SPLASH. Giudicate voi.


Arriviamo ad una zona di acque calme, portiamo in secco i gommoni e ci spostiamo con pulmini fino ad un ponte. Qui caliamo i gommoni nelle strette e tortuose gole di Arvie, proseguendo verso la conclusione del percorso.
Durante tutto il giro ci laviamo completamente ma il divertimento è tanto e tanta è la fatica di pagaiare. Ad uno dei salti più cattivi Stefano che era davanti, si sbilancia e finisce in acqua, restando per fortuna ancorato con i piedi alle fibbie. Un bello spavento ed un po' di acqua in faccia, ma nulla di grave.
Alla fine torniamo stanchi ed eccitati alla base. Una bella doccia calda e poi provo a parlare con Emanuele, il capo della banda. Provo a spuntare uno sconto compleanno ed invece ottengo una bottiglia di ottimo vino amabile locale con cui facciamo un rinfrancante aperitivo con i buonissimi cantuccini fatti da Diego.
Che giornata. Non la scorderò di certo. Ringrazio tutti i compagni di remo e la compagnia di Rafting.it