Il blog ci sta un po' sfuggendo di mano... non lo stiamo più aggiornando.
Ok allora adesso mi ci metto di impegno e mi rimetto alla pari.
Siamo andati alla sagra delle sagre in Val Sassina.
Siamo andati 3 giorni a Ravenna.
Il 25 settembre si sono sposati Roberto e Luana.
Stiamo arredando la casa nuova.
C'è stata la serato con Maurizio Bonetti ed il suo documentario naturalistico.
Siamo partiti per l'Astralia.
Abbiamo festeggiato il Natale.
È iniziato il 2011.
Siamo già a febbraio.
E questo, più o meno, è tutto.
Va bene. Dopo quest'uscita alla Forest, scirverò qualcosa sul viaggio di nozze.
...a tutti voi perché scegliate la pace...
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lunedì 31 gennaio 2011
martedì 8 dicembre 2009
Buio che più Buio non si può
Cosa si prova ad essere ciechi? Cosa si vede nel buio più completo? Cosa si sente?
Era da tanto che volevamo andare a vedere a Milano la mostra ormai stabile del "Dialogo nel buio". Io, Ari e Silvia ci siamo avventurati così in questa nuova esperienza.
Non vi racconto come si svolge il giro, così se qualcuno vuol provare, non si perde nessuna sorpresa.
Vi dico solo che è proprio un dialogo, tra i partecipanti e la guida, tra i partecipanti stessi e se ci fosse un momento di pausa, anche con se stessi e le proprie sensazioni.
Perché è vero che senza vista, gli altri sensi si acuiscono ed è possibile visualizzare il mondo circostante solo con l'udito, il tatto, la sensazione spaziale.
Sì però restiamo sempre legati alla vista e compensiamo il buio con l'immaginazione. Proprio non riusciamo a farne a meno; noi che vediamo, ovviamente.
Era da tanto che volevamo andare a vedere a Milano la mostra ormai stabile del "Dialogo nel buio". Io, Ari e Silvia ci siamo avventurati così in questa nuova esperienza.
Non vi racconto come si svolge il giro, così se qualcuno vuol provare, non si perde nessuna sorpresa.
Vi dico solo che è proprio un dialogo, tra i partecipanti e la guida, tra i partecipanti stessi e se ci fosse un momento di pausa, anche con se stessi e le proprie sensazioni.
Perché è vero che senza vista, gli altri sensi si acuiscono ed è possibile visualizzare il mondo circostante solo con l'udito, il tatto, la sensazione spaziale.
Sì però restiamo sempre legati alla vista e compensiamo il buio con l'immaginazione. Proprio non riusciamo a farne a meno; noi che vediamo, ovviamente.
mercoledì 25 novembre 2009
Il delitto è servito
Domenica scorsa siamo stati a Milano (ooohh siamo usciti dalla provincia e siamo andati nella grande città!) a pranzo, presso il ristorante Maison Espana. Abbiamo sfruttato il buono della Smart Box che la cara Vale ci ha regalato (a natale dell'anno scorso...) per partecipare ad un "Brunch con Delitto".
Ad aspettarci c'era un bel buffet di specialità spagnoleggianti, compresa paella e carne salada, 150 persone ed una signora animatrice che teneva banco raccontando una storia basata su un libro di Agatha Christie. Ci ha narrato di un delitto, con l'aiuto di qualche "attore" improvvisato, scelto tra il pubblico pagante e mangiante, per meglio rappresentare le scenette dei vari capitoli del racconto.
Io sono stato scelto per fare il maestro di tennis, mentre Ari è diventata una delle ballerine del corpo di ballo (aiuto).
Dopo aver interagito con la trama e con gli altri personaggi, abbiamo potuto andare noi al buffet; alla fine abbiamo partecipato solo al primo capitolo, poi le vicende dell'Hotel Majestic e delle persone che lo frequentano sono andate avanti fino al drammatico finale: la polizia viene avvisata di un incedio alla cava ed un gruppo di ragazzi interpreta LE FIAMME (in piedi sulle sedie, agitando le braccia).
Dovevamo indovinare titolo del libro, colpevole dell'omicidio di una delle ballerine ed il movente.
Non è mica saltato fuori che l'assassino era proprio il maestro di tennis, cioè io?!?! Il mascalzone se la faceva pure con la cugina della ballerina... Adesso l'Ari mi picchia!
È stato molto divertente e lo consigliamo a tutti, sopratutto se si partecipa in compagnia.
Sito di Delitti&Delitti.
Ad aspettarci c'era un bel buffet di specialità spagnoleggianti, compresa paella e carne salada, 150 persone ed una signora animatrice che teneva banco raccontando una storia basata su un libro di Agatha Christie. Ci ha narrato di un delitto, con l'aiuto di qualche "attore" improvvisato, scelto tra il pubblico pagante e mangiante, per meglio rappresentare le scenette dei vari capitoli del racconto.
Io sono stato scelto per fare il maestro di tennis, mentre Ari è diventata una delle ballerine del corpo di ballo (aiuto).
Dopo aver interagito con la trama e con gli altri personaggi, abbiamo potuto andare noi al buffet; alla fine abbiamo partecipato solo al primo capitolo, poi le vicende dell'Hotel Majestic e delle persone che lo frequentano sono andate avanti fino al drammatico finale: la polizia viene avvisata di un incedio alla cava ed un gruppo di ragazzi interpreta LE FIAMME (in piedi sulle sedie, agitando le braccia).
Dovevamo indovinare titolo del libro, colpevole dell'omicidio di una delle ballerine ed il movente.
Non è mica saltato fuori che l'assassino era proprio il maestro di tennis, cioè io?!?! Il mascalzone se la faceva pure con la cugina della ballerina... Adesso l'Ari mi picchia!
È stato molto divertente e lo consigliamo a tutti, sopratutto se si partecipa in compagnia.
Sito di Delitti&Delitti.
lunedì 27 luglio 2009
mercoledì 25 febbraio 2009
Arriva Ricky
Cara Elia ti facciamo i nostri migliori auguri per la tua gravidanza. Quando me l'hai detto (girando l'arrosto) sono rimasta stupita, sbigottita e molto commossa. Sono contentissima...
Auguro una vita felice e piena d'amore a te e alle altre due pesti (Fe e Ricky).
Ti voglio bene e puoi contare sempre su di me. Ari
Auguro una vita felice e piena d'amore a te e alle altre due pesti (Fe e Ricky).
Ti voglio bene e puoi contare sempre su di me. Ari
martedì 13 gennaio 2009
Uno sguardo al cielo che passa
Non ho trovato parole... solo mi sono ricordato che a volte bisogna guardare il mondo da un punto di vista diverso.
Aggiornamenti dai due vagabondi
Oggi mi sono sbizzarrito ed ho finito di configurare alcuni servizi per tenervi aggiornati sugli ultimi pensieri pubblicati.
Nella colonna di destra trovate due comode funzioni:
Tieniti aggiornato con i nostri feed che permette di sottoscrivere un Feed RSS. Lo potete aggiungere alla vostra pagina personale di google, di facebook, al vostro programma di posta elettronica, su gmail, al vostro iPhone, a firefox come segnalibro live... e chi più ne ha....
(per saperne di più leggete wikipedia, o scrivetemi).
La seconda funzione di aggiornamento è una più semplice e "tradizionale" (ormai la consideriamo tale) email. Iscrivetevi con il form alla nostra news letter e quando facciamo degli aggiornamenti, sarete avvisati.
Occhio che alcune mail considerano i nostri avvisi come spam: marcateli come sicuri.
Alla prossima.
Ari&Ste
Nella colonna di destra trovate due comode funzioni:
Tieniti aggiornato con i nostri feed che permette di sottoscrivere un Feed RSS. Lo potete aggiungere alla vostra pagina personale di google, di facebook, al vostro programma di posta elettronica, su gmail, al vostro iPhone, a firefox come segnalibro live... e chi più ne ha....
(per saperne di più leggete wikipedia, o scrivetemi).
La seconda funzione di aggiornamento è una più semplice e "tradizionale" (ormai la consideriamo tale) email. Iscrivetevi con il form alla nostra news letter e quando facciamo degli aggiornamenti, sarete avvisati.
Occhio che alcune mail considerano i nostri avvisi come spam: marcateli come sicuri.
Alla prossima.
Ari&Ste
domenica 21 settembre 2008
Faccia tosta in treno
I treni italiani sono da sempre fonte di incontri e storie, oltre che di ritardi e disagi (non me ne vogliano i ferrovieri ma non possono negare).
Oggi vorrei raccontare una mia esperienza, quello che è successo la scorsa settimana.
Ero in stazione a prendere il treno; arrivo di corsa a causa di un pullman ritardatario e vado subito alla cassa; ero fuori casa, avevo il biglietto prenotato per il giorno dopo ma per alcuni motivi avevo deciso di tornare il giorno stesso. Chiedo così se posso prendere lo stesso il treno e/o se devo cambiare il biglietto preso tramite internet. Il ferroviere-cassiere mi guarda sconcertato: "eh no con questo non si può fare nulla. 'Sti biglietti presi su internet, una volta comprati non si cambiano". Io replico con un "vabbé grazie" e mi accingo a fare uso dell'esperienza che sto acquisendo.
Arriva il treno, cerco con lo sguardo il capotreno e salgo prima del fischio di partenza. Raggiungo il capotreno e da persona educata e corretta che sono mi presento ed espongo il mio problema: "Buonasera. Io avrei un problema: mi sono appena accorto che l'azienda (??) ha sbagliato a prenotarmi il biglietto. Ecco vede, è per domani ma io devo prendere il treno oggi."
"Mmm vedo. Lei quindi è senza biglietto. Sono 50€ di multa più il prezzo del biglietto"
"No scusi, io il biglietto ce l'ho ed è già pagato. Solo è prenotato per il giorno sbagliato. Non è che perdo solo la prenotazione?"
"No questi biglietti hanno validità fino a tre ore dopo la partenza del treno prenotato e non valgono per i giorni precedenti. Lei è senza biglietto"
"Ok sono senza biglietto, ma ho una prenotazione per un treno per domani. Se scendo alla prossima stazione e vado alla biglietteria a farmelo cambiare, dice che possono fare qualcosa?"
"Lei provi".
Così si preannuncia un viaggio movimentato ma intanto sono a bordo ed un primo scoglio l'ho superato. Mi siedo in un posto libero, tanto il treno non è per niente pieno, ed arriviamo alla stazione successiva.
Scendo con il mio trolley ed in un secondo decido: vado un vagone più in là da un altro capotreno (erano in due) e di nuovo gli espongo il mio problema. "Buona sera, mi scusi. Ho questo biglietto prenotato via internet dalla mia azienda (???) ma hanno sbagliato la data, prenotandolo per domani; vede? Posso prendere lo stesso questo treno?"
"Sono 8 euro per il cambio di posto"
"Va bene, se può farmi una ricevuta che posso farmi rimborsare"
Saliamo ed il controllore mi dice di aspettarlo lì tra i due vagoni, insieme ad un'altra persona che deve avere anche lui qualche grana con i biglietti.
Dopo 10 minuti torna il capotreno e ci dice di seguirlo; ci fa accomodare in uno scompartimento e ci dice di aspettarlo, che sarebbe tornato. Io allora mi metto comodo, sistemo il bagaglio, tolgo la giacca e mi sciolgo i capelli.
Poi mi accomodo, chiudo gli occhi e mi giro dall'altra parte. Un po' dormendo davvero, un po' per finta faccio il viaggio fino a Milano senza più vedere il controllore (!!). In verità lo sento passare e parlare con l'altra persona ma poi abbiamo tirato dritto fino a casa.
Ora il mio non è stato forse il comportamento migliore ma sono convinto di aver avuto ragione. In fondo Trenitalia ha preso in anticipo i soldi per il biglietto. Giorno più, giorno meno, la tariffa base l'avevo pagata.
BAMBINI, NON FATE QUESTO ANCHE VOI!
Ci vediamo al prossimo viaggio.
Oggi vorrei raccontare una mia esperienza, quello che è successo la scorsa settimana.
Ero in stazione a prendere il treno; arrivo di corsa a causa di un pullman ritardatario e vado subito alla cassa; ero fuori casa, avevo il biglietto prenotato per il giorno dopo ma per alcuni motivi avevo deciso di tornare il giorno stesso. Chiedo così se posso prendere lo stesso il treno e/o se devo cambiare il biglietto preso tramite internet. Il ferroviere-cassiere mi guarda sconcertato: "eh no con questo non si può fare nulla. 'Sti biglietti presi su internet, una volta comprati non si cambiano". Io replico con un "vabbé grazie" e mi accingo a fare uso dell'esperienza che sto acquisendo.
Arriva il treno, cerco con lo sguardo il capotreno e salgo prima del fischio di partenza. Raggiungo il capotreno e da persona educata e corretta che sono mi presento ed espongo il mio problema: "Buonasera. Io avrei un problema: mi sono appena accorto che l'azienda (??) ha sbagliato a prenotarmi il biglietto. Ecco vede, è per domani ma io devo prendere il treno oggi."
"Mmm vedo. Lei quindi è senza biglietto. Sono 50€ di multa più il prezzo del biglietto"
"No scusi, io il biglietto ce l'ho ed è già pagato. Solo è prenotato per il giorno sbagliato. Non è che perdo solo la prenotazione?"
"No questi biglietti hanno validità fino a tre ore dopo la partenza del treno prenotato e non valgono per i giorni precedenti. Lei è senza biglietto"
"Ok sono senza biglietto, ma ho una prenotazione per un treno per domani. Se scendo alla prossima stazione e vado alla biglietteria a farmelo cambiare, dice che possono fare qualcosa?"
"Lei provi".
Così si preannuncia un viaggio movimentato ma intanto sono a bordo ed un primo scoglio l'ho superato. Mi siedo in un posto libero, tanto il treno non è per niente pieno, ed arriviamo alla stazione successiva.
Scendo con il mio trolley ed in un secondo decido: vado un vagone più in là da un altro capotreno (erano in due) e di nuovo gli espongo il mio problema. "Buona sera, mi scusi. Ho questo biglietto prenotato via internet dalla mia azienda (???) ma hanno sbagliato la data, prenotandolo per domani; vede? Posso prendere lo stesso questo treno?"
"Sono 8 euro per il cambio di posto"
"Va bene, se può farmi una ricevuta che posso farmi rimborsare"
Saliamo ed il controllore mi dice di aspettarlo lì tra i due vagoni, insieme ad un'altra persona che deve avere anche lui qualche grana con i biglietti.
Dopo 10 minuti torna il capotreno e ci dice di seguirlo; ci fa accomodare in uno scompartimento e ci dice di aspettarlo, che sarebbe tornato. Io allora mi metto comodo, sistemo il bagaglio, tolgo la giacca e mi sciolgo i capelli.
Poi mi accomodo, chiudo gli occhi e mi giro dall'altra parte. Un po' dormendo davvero, un po' per finta faccio il viaggio fino a Milano senza più vedere il controllore (!!). In verità lo sento passare e parlare con l'altra persona ma poi abbiamo tirato dritto fino a casa.
Ora il mio non è stato forse il comportamento migliore ma sono convinto di aver avuto ragione. In fondo Trenitalia ha preso in anticipo i soldi per il biglietto. Giorno più, giorno meno, la tariffa base l'avevo pagata.
BAMBINI, NON FATE QUESTO ANCHE VOI!
Ci vediamo al prossimo viaggio.
domenica 25 maggio 2008
Una giornata in Utile?
Le 22.55: la giornata è finita, senza essere mai realmente iniziata. Che giornata inutile, mi viene da dire. Poi mentre aspetto Ari che torna dal lavoro alle 9 di sera di domenica, perché ha dovuto tenere aperto il santuario dello shopping in attesa dei clienti che nelle piovose domeniche di maggio non hanno niente di meglio da fare che rialzare gli incassi della nota catena di abbigliamento, davanti ad una tazza di té alla pesca caldo, mentre leggo il giornale delle moto mi viene l'ispirazione.
Ogni tanto ho queste scintille, seguite dalla voglia di scrivere. Spesso sono post sul blog, eccolo appunto, a volte mail, raramente poesie.
Insomma, non so perché e non mi interessa saperlo, sento il bisogno di raccontarvi questa giornata.
E si comincia. Sveglia, colazione, Ari che si prepara. Lei va dai suoi, pranza e va al lavoro. Io mi perdo in mille pensieri e giro per casa. Sono svogliato e con la testa tra le nuvole.
Ci metto mezz'ora per prendere la moto ed andare dai miei e non vi dico quanto per vestirmi prima. Oggi non è proprio giornata, ho la testa altrove.
Arrivo a casa di Lissone, magari dopo pranzo faccio un giro in moto. È da tanto che non ne faccio uno. E subito piove.
I miei cactus! poverini hanno bisogno di cure. Prendersi cura delle piante mi aiuta e mi rilassa. Se volete un vaso con una piantina, ne ho due appena travasate.
Poi manutenzione pc mamma, pulizia di fogna in cantina, attesa che smetta di piovere.
Finalmente a casa. Mi ronza la testa e così mi sparo tre Nathan Never di seguito e un buon quarto di DueRuote. E continuo a pensare.
A cosa penso? A un po' di tutto: da "Dovrei comprare il cupolino per la moto ed il filtro dell'aria BMC (o i tubi in treccia)" fino al senso della vita mia lavorativa. Penso al futuro ma soprattutto penso allo stato presente ed al passato, alle scelte fatte ed alle conseguenze. Cerco di guardare indietro, di capire che strada ho fatto, che senso ha avuto e di motivare i cambi di direzione che mi hanno portato dove mi trovo.
Poi un pensiero, pesante come l'incudine di Will Coyote: non puoi decidere la rotta girato dalla parte di provenienza ma solo guardando avanti. C'è la nebbia certo, e le scelte di prima sono la tua nave da parecchie tonnellate: non la puoi fermare di colpo. Ma la puoi controllare.
Autoconvincimento? Autodeterminazione? Filosofia da doccia?
Non so e non mi importa saperlo. Questo pensiero mi ha rivalutato l'intera giornata. Ho uno strano sorriso stampigliato e mi sento sereno.
Arianna arriva stanca. Le preparo il té.
Parliamo delle rispettive giornate e ci prepariamo per il Lunedì, che come la mezzanotte o il capodanno, fa ripartire le cose, anche se le cose non si sono mai fermate in verità.
Ecco ora sto finendo l'ispirazione; è il momento di chiudere questo commento/sfogo/pensiero/delirio.
Mettete la croce sulla casella che pensate più pertinente.
Grazie.
Ogni tanto ho queste scintille, seguite dalla voglia di scrivere. Spesso sono post sul blog, eccolo appunto, a volte mail, raramente poesie.
Insomma, non so perché e non mi interessa saperlo, sento il bisogno di raccontarvi questa giornata.
E si comincia. Sveglia, colazione, Ari che si prepara. Lei va dai suoi, pranza e va al lavoro. Io mi perdo in mille pensieri e giro per casa. Sono svogliato e con la testa tra le nuvole.
Ci metto mezz'ora per prendere la moto ed andare dai miei e non vi dico quanto per vestirmi prima. Oggi non è proprio giornata, ho la testa altrove.
Arrivo a casa di Lissone, magari dopo pranzo faccio un giro in moto. È da tanto che non ne faccio uno. E subito piove.
I miei cactus! poverini hanno bisogno di cure. Prendersi cura delle piante mi aiuta e mi rilassa. Se volete un vaso con una piantina, ne ho due appena travasate.
Poi manutenzione pc mamma, pulizia di fogna in cantina, attesa che smetta di piovere.
Finalmente a casa. Mi ronza la testa e così mi sparo tre Nathan Never di seguito e un buon quarto di DueRuote. E continuo a pensare.
A cosa penso? A un po' di tutto: da "Dovrei comprare il cupolino per la moto ed il filtro dell'aria BMC (o i tubi in treccia)" fino al senso della vita mia lavorativa. Penso al futuro ma soprattutto penso allo stato presente ed al passato, alle scelte fatte ed alle conseguenze. Cerco di guardare indietro, di capire che strada ho fatto, che senso ha avuto e di motivare i cambi di direzione che mi hanno portato dove mi trovo.
Poi un pensiero, pesante come l'incudine di Will Coyote: non puoi decidere la rotta girato dalla parte di provenienza ma solo guardando avanti. C'è la nebbia certo, e le scelte di prima sono la tua nave da parecchie tonnellate: non la puoi fermare di colpo. Ma la puoi controllare.
Autoconvincimento? Autodeterminazione? Filosofia da doccia?
Non so e non mi importa saperlo. Questo pensiero mi ha rivalutato l'intera giornata. Ho uno strano sorriso stampigliato e mi sento sereno.
Arianna arriva stanca. Le preparo il té.
Parliamo delle rispettive giornate e ci prepariamo per il Lunedì, che come la mezzanotte o il capodanno, fa ripartire le cose, anche se le cose non si sono mai fermate in verità.
Ecco ora sto finendo l'ispirazione; è il momento di chiudere questo commento/sfogo/pensiero/delirio.
Mettete la croce sulla casella che pensate più pertinente.
Grazie.
mercoledì 7 maggio 2008
Avviso importante... dopo la prima settimana
riporto la mail (e relative risposte) che avevo mandato a qualche amico per avvisare del nostro "nuovo Status sociale":
Avviso importante... dopo la prima settimana
11 messages
Avviso importante... dopo la prima settimana
11 messages
| Stefano Farina | Fri, May 2, 2008 at 4:12 PM | |
| ||
| Alessandro Colombo | Fri, May 2, 2008 at 4:45 PM | |
| To: Stefano Farina | ||
| ||
| francesco columella | Fri, May 2, 2008 at 10:01 PM | |
| To: Stefano Farina | ||
| ||
| Lory kaos_kosmos | Sat, May 3, 2008 at 9:22 AM | |
| To: Stefano Farina | ||
| ||
| Roberto Nespoli | Sat, May 3, 2008 at 12:28 PM | |
| To: Stefano Farina | ||
| ||
| Aldo Colciago | Sat, May 3, 2008 at 3:57 PM | |
| To: Stefano Farina | ||
| ||
| Leonardo | Mon, May 5, 2008 at 9:14 AM | |
| To: Stefano Farina | ||
| ||
| marina trovo | Mon, May 5, 2008 at 10:37 AM | |
| To: Stefano Farina | ||
| ||
| *kia* | Mon, May 5, 2008 at 12:59 PM | |
| To: Stefano Farina | ||
| ||
| Paola Villa | Mon, May 5, 2008 at 3:50 PM | |
| To: Stefano Farina | ||
| ||
| roberto avezzano | Wed, May 7, 2008 at 7:05 PM | |
| To: Stefano Farina | ||
| ||
giovedì 31 gennaio 2008
25 Gennaio 2008
BUON COMPLEANNO MAMMINA!!! La mia dolce mammina oggi diventa vecchia e per festeggiare (oltre a mangiare chili di pastrugni) ha voluto che la accompagnavo a teatro a vedere “CAOS” della compagnia “Quelli di Grock”. Se vi capita di vedere la loro locandina in giro andateci (!!!) perché è uno spettacolo molto carino e divertente ma… munitevi di ombrelli!!!
((Uno sguardo al vuoto del vivere moderno dove tutto si consuma e si ripete, come le parole e i gesti della quotidianità, in un continuum senza soluzione. Ma in Caos non c'è posto per l'angoscia. Tutto avviene all'insegna dell'euforia: i corpi degli attori invadono la scena in uno sfogo fisico e verbale torrenziale e contagioso.))
giovedì 20 dicembre 2007
Ma che Natale pazzo!
Sono senza parole…
...sono senza parole per la gente che viene a comprare nel mio negozio nel periodo di natale. Gente che fa regali proprio perché deve farli. Comprano cose più assurde, più immediate e veloci tanto poi si possono cambiare… Non hanno più di sentimento, non ragionano con la testa, sono nervosi, irascibili e impulsivi. Si incazzano, fanno piangere le mie colleghe che sono li a svolgere il loro lavoro, che oltre alla stanchezza del periodo di maggior affluenza si devono subire insulti e malignità solo perché cercano di accontentare più persone contemporaneamente “non vede che c’ero prima io” oppure “c’è questa maglia?” senza dire ne buongiorno ne buonasera “sì, che taglia?”… la cliente ti guarda perplessa “va bene quella, tanto la può cambiare vero?”. Vi posso assicurare che la cosa è più frequente di quanto si possa immaginare.
Questo natale è proprio in preda alla pazzia. Non si fa più il regalo con il cuore o pensato apposta per le persone a cui è rivolto. L’importante è portare qualcosa il giorno della festività. Ma la cosa più assurda è che a parte questa mania da regalo menefreghista la gente è maleducata!!! Abbiamo provato a lasciare una maglietta per terra nel corridoio.. Vi assicuro che dopo mezz’ora, dopo che l’hanno schivata, scansata con i piedi, saltata, una signora l’ha tirata su e l’ha appoggiata sul tavolo. Mezz’ora. Alla fine se l’è presa la cliente più insopportabile della giornata. Tiè. Vi assicuro che anche la persona più calma, mite della terra va fuori di matto. Quindi, voglio dire a tutte le clienti che in questo natale entrano nei negozi, di non comprare. Tanto il vostro regalo non pensato verrà criticato perché una persona deve muoversi per cambiarlo, non è del colore giusto ecc… Portate un abbraccio, una carezza, un contatto fisico, una risata…penso che lo apprezzerebbero di più. Per le altre clienti quelle educate, intelligenti e che vogliono regalare cose utili e volute sono sempre benvenute. E anche se noi commesse le serviamo per 1 ora, siamo contente perché sappiamo che il destinatario del regalo sarà contento e felice perché è fatto con il cuore.
domenica 9 dicembre 2007
Da 0 a 98 cv in un anno
Era un sabato pomeriggio; un sabato di fine novembre, uno di quelli tipici per fare spese. La gente va nei negozi e compra vestiti e scarpe. Io andai in un negozio e comprai una moto.
Una svolta epocale nella mia vita. Un cambiamento cercato e voluto nel corso di almeno 10 anni, ma forse anche di più.
Quanta ansia avevo. La tensione di essere in sella ad un mezzo di due ruote capace di arrivare a 200 km/h, completamente all'aria, senza ripari di nessun genere.
Non ero abituato alle moto. Non me n'era mai importato molto anche se effettivamente rimane sempre un mezzo affascinante.
Ne temevo le prestazioni ma ho imparato a controllarle, anzi a controllarmi.
Non che vada al massimo, anzi la mia GSR è quasi sprecata, perché forse solo ora, a un anno di distanza inizio a farla girare come si deve.
Cosa volete, in fondo come dicevo, ho sempre guardato al lato utilitaristico delle due ruote, più che alle prestazioni; anche se forse nel profondo, una moto l'ho sempre voluta.
Il primo e lungo approccio: il mitico Piaggio Sì, ZAGOR come lo chiamava Silvia; se l'era fatto comprare lei a 14 anni dai nostri genitori. Quando ho compiuto io 14 anni ho iniziato ad usarlo ed ero fortunato ad averlo. Andava solo "a manetta" perché altrimenti era praticamente fermo. Una volta io ed un compagno di classe abbiamo smontato il carburatore: ci ho trovato degli aghi di pino.
Questa stessa persona una volta mi offrì di comprare la sua moto: una Honda NSR 125 elaborata. praticamente una 250!
Ci ho pensato per parecchio tempo, la cosa mi faceva gola; ma poi la cosa finì lì e rimase un bel sogno.
Qualche anno più tardi rimasi attratto da un offerta molto vantaggiosa su un modello di 125 molto particolare che non fece troppo successo, io credo perché troppo all'avanguardia: il Gilera CX con il monobraccio anteriore e posteriore.
Senza elaborazioni ma senza pretese, il Sì, ha fatto dignitosamente il suo dovere fino a quando non mi ha lasciato in strada e poi non è più ripartito. Recentemente l'abbiamo dato in regalo a dei missionari per l'Africa.
Intanto la voglia di girare per le calde strade estive su due ruote era rimasta. Puntavo lo scooter Aprilia Leonardo ma non avendo soldi io per comprarlo e non volendo farmeli prestare, ho rinunciato.
Estate 2006: la decisione, l'anno prossimo metto da parte i soli e mi compro un mezzo.
Estate 2007: inizio a documentarmi e l'opzione moto diventa sempre più allettante. Mi giro i concessionari, sono interessato alla Kawasaki ER6-F (all'Ari non piaceva: "Sembra una Moto da Tedesco") ma la prima su cui mi siedo è proprio una Suzuki GSR. Sarà stato amore a prima sella? Chi lo sà.
L'ho comprata praticamente senza provarla!
Certo è che da allora mi ha proprio preso alla testa, facendomi spendere barche di soldi in accessori e facendomi aspettare la bella stagione, in cui potremo farci di nuovo un sacco di gite!!!
Una svolta epocale nella mia vita. Un cambiamento cercato e voluto nel corso di almeno 10 anni, ma forse anche di più.
Quanta ansia avevo. La tensione di essere in sella ad un mezzo di due ruote capace di arrivare a 200 km/h, completamente all'aria, senza ripari di nessun genere.
Non ero abituato alle moto. Non me n'era mai importato molto anche se effettivamente rimane sempre un mezzo affascinante.
Ne temevo le prestazioni ma ho imparato a controllarle, anzi a controllarmi.
Non che vada al massimo, anzi la mia GSR è quasi sprecata, perché forse solo ora, a un anno di distanza inizio a farla girare come si deve.
Cosa volete, in fondo come dicevo, ho sempre guardato al lato utilitaristico delle due ruote, più che alle prestazioni; anche se forse nel profondo, una moto l'ho sempre voluta.
Il primo e lungo approccio: il mitico Piaggio Sì, ZAGOR come lo chiamava Silvia; se l'era fatto comprare lei a 14 anni dai nostri genitori. Quando ho compiuto io 14 anni ho iniziato ad usarlo ed ero fortunato ad averlo. Andava solo "a manetta" perché altrimenti era praticamente fermo. Una volta io ed un compagno di classe abbiamo smontato il carburatore: ci ho trovato degli aghi di pino.Questa stessa persona una volta mi offrì di comprare la sua moto: una Honda NSR 125 elaborata. praticamente una 250!
Ci ho pensato per parecchio tempo, la cosa mi faceva gola; ma poi la cosa finì lì e rimase un bel sogno.Qualche anno più tardi rimasi attratto da un offerta molto vantaggiosa su un modello di 125 molto particolare che non fece troppo successo, io credo perché troppo all'avanguardia: il Gilera CX con il monobraccio anteriore e posteriore.
Senza elaborazioni ma senza pretese, il Sì, ha fatto dignitosamente il suo dovere fino a quando non mi ha lasciato in strada e poi non è più ripartito. Recentemente l'abbiamo dato in regalo a dei missionari per l'Africa.Intanto la voglia di girare per le calde strade estive su due ruote era rimasta. Puntavo lo scooter Aprilia Leonardo ma non avendo soldi io per comprarlo e non volendo farmeli prestare, ho rinunciato.
Estate 2006: la decisione, l'anno prossimo metto da parte i soli e mi compro un mezzo.
Estate 2007: inizio a documentarmi e l'opzione moto diventa sempre più allettante. Mi giro i concessionari, sono interessato alla Kawasaki ER6-F (all'Ari non piaceva: "Sembra una Moto da Tedesco") ma la prima su cui mi siedo è proprio una Suzuki GSR. Sarà stato amore a prima sella? Chi lo sà.
L'ho comprata praticamente senza provarla!
Certo è che da allora mi ha proprio preso alla testa, facendomi spendere barche di soldi in accessori e facendomi aspettare la bella stagione, in cui potremo farci di nuovo un sacco di gite!!!
mercoledì 5 settembre 2007
Sconvolto dalla tecnologia... Che funziona!
Cioè ragazzi, sono sconvolto.
Blogger, il servizio che ospita questo blog, ha attivato anche in Italia, sul mio cellulare (non chiedetemi come, mi sono ritrovato la possibilità di "invia una foto al blog"; non me n'ero mai accorto) la sorprendente funzione di Mobile Blog.
Come spiegato nelle sezioni come dare vita ad un blog mobile ho inviato una foto scattata dal telefono, su un blog temporaneo dedicato, ma ho già provveduto a configurare il tutto per postare qui.
La foto è senza commenti perché non li ho aggiunti, ma effettivamente potrei farlo direttamente dal telefono.
Oddio non ci credo: io che ero scettico (contrario) nei confronti dei cellulari (ero anche scettico sui blog, non capivo a cosa servissero) devo ricredermi! Dopo il telefonone, smartphone o che altro, questo è favoloso! E la foto non è neanche male (sul telefono si vede da cani).
Questa è tecnologia che funziona! Ovviamente chi l'ha fatta: Google!
Un grazie anche a Sony-Ericson, che sta sorpassando Nokia nelle preferenze dei cellophoni.
giovedì 16 agosto 2007
La mangiata di ferragosto
Che mangiata!
Ferragosto in famiglia (con i genitori ed i nonni dell'Ari) a Mell0, in Valtellina.
Siamo andati in moto fino a su, sfidando il traffico e la mia scarsa capacità di guida da novello centauro (diciamo che per ora sono ancora mezzo uomo e mezzo somaro).
{è vero....ihihihih!!!!}
Ferragosto in famiglia (con i genitori ed i nonni dell'Ari) a Mell0, in Valtellina.
Siamo andati in moto fino a su, sfidando il traffico e la mia scarsa capacità di guida da novello centauro (diciamo che per ora sono ancora mezzo uomo e mezzo somaro).
{è vero....ihihihih!!!!}
Per la nostra gioia e gola, il pranzo al ristorante era come al solito abbondante e gustoso, tutto a base di piatti tipici valligiani.
- Antipasti, quasi troppi, con salumi locali quali bresaola, speck, salame; un crostino di pane con i funghi trifolati (buonissimo). Verdure sottaceto e sottolio.
- Risotto ai funghi e crespella con bitto e spinaci.
- Faraona e filetto di manzo con verdure.
- sorbetto e caffè.
Per digerire il tutto abbiamo passato il resto del pomeriggio a riposare presso la chiesetta di San Giovanni, raggiungibile a piedi.
Il rientro l'abbiamo fatto per la strada panoramica del Lago. Bello ma che mazzata: non siamo abituati a stare in sella per così tanto tempo (senza poter parlare o fare versi oltretutto).
Ma tieni duro, Ari: la prossima settimana consegnano l'interfono comprato su ebay!
domenica 17 giugno 2007
Notte dei Libri = Notte (in) Bianca
Ieri sera si è svolta la manifestazione La Notte dei Libri, la notte bianca di Lissone. Tutti alla biblioteca dove dalle 22 fino alle 6 erano in programma diversi eventi ed incontri di diverso tipo.
L'anno scorso era stata molto bella e divertente....
L'anno scorso...
Ieri alla fine siamo usciti alle due perché stanchi e delusi: non abbiamo mangiato, non abbiamo bevuto e non scopriremo mai il segreto della stanza 2!
Allora, tutto inizia all'entrata: ci facciamo il giretto preliminare tra gli stand. Al primo piano ci avviciniamo verso il fondo e guardiamo manifesti e vecchie lettere del comune con la luce che va e viene. Cerchiamo di entrare in una stanza coperta da un pesante tendone ed indicata da un cartello come la STANZA 2 ma una testa sbucato appunto da dietro la tenda ci ferma e ci intima: "non potete entrare! solo 4 persone. Ci vuole il numero." ok niente saliamo, facciamo un giro e troviamo la stanza 3 ma niente anche qui.
Scendiamo e ci sediamo in una stanzetta dove dopo pochi minuti dovrebbe iniziare a parlare una persona, mezza prosa, mezza poesia.
Dopo MEZZ'ORA di attesa ci alziamo spazientiti e scendiamo al piano terra dove con alcuni amici ci facciamo spiegare il gioco delle tre stanze: si deve prendere un biglietto all'ingresso (ok fatto) e si entra in 4 per volta ogni 10 minuti circa (ci saranno in giro centinaia di persone e tu ne fai partecipare 4 alla volta?!?!?!).
Ci sono tre stanze con un "gioco" basato sul teatro e sulla danza. Esperienze interattive tra spettatori animati ed animatori. Ok aspettiamo il nostro turno; chiamano i numeri dal 14 al 20; io ho il 93.
Ci rimettiamo in giro e dopo la prova del Sumo (unica cosa interessante che siamo riusciti a fare, con il risultato Ste-Ari 1-1) gironzoliamo.
Quando parte l'assaggio di cibi esotici, dopo 10 minuti ce ne andiamo perché non abbiamo voglia di farci tutta quella fila. Gli assaggi di vino sono a pagamento (solo 1.5€ ma bisogna prendere il biglietto all'ingresso), torniamo giù alle stanze ma siamo intorno al 40.
Ci guardiamo 3 cortometraggi francesi. Abbastanza divertenti.
L'aria condizionata è a manetta e sono già le 2 di notte, siamo stanchi. Scendiamo e costi quel che costi vogliamo attendere per entrare nelle stanze.
Giù però stanno sbaraccando: "Ma come?!?!" diciamo noi. Ci rispondono: "dopo un po' chiamavamo i numeri e non c'erano. Allora abbiamo chiamato i numeri presenti in ordine sparso. Adesso però abbiamo finito. Se volete vi dico cosa succedeva nelle stanze ma riproponiamo tutto a Saronno il 30. Venite a partecipare".
Appoggio il biglietto numero 93 sul bancone, con disappunto e me ne vado a dormire.
Non credo che andrò a Saronno.
L'anno scorso era stata molto bella e divertente....
L'anno scorso...
Ieri alla fine siamo usciti alle due perché stanchi e delusi: non abbiamo mangiato, non abbiamo bevuto e non scopriremo mai il segreto della stanza 2!
Allora, tutto inizia all'entrata: ci facciamo il giretto preliminare tra gli stand. Al primo piano ci avviciniamo verso il fondo e guardiamo manifesti e vecchie lettere del comune con la luce che va e viene. Cerchiamo di entrare in una stanza coperta da un pesante tendone ed indicata da un cartello come la STANZA 2 ma una testa sbucato appunto da dietro la tenda ci ferma e ci intima: "non potete entrare! solo 4 persone. Ci vuole il numero." ok niente saliamo, facciamo un giro e troviamo la stanza 3 ma niente anche qui.
Scendiamo e ci sediamo in una stanzetta dove dopo pochi minuti dovrebbe iniziare a parlare una persona, mezza prosa, mezza poesia.
Dopo MEZZ'ORA di attesa ci alziamo spazientiti e scendiamo al piano terra dove con alcuni amici ci facciamo spiegare il gioco delle tre stanze: si deve prendere un biglietto all'ingresso (ok fatto) e si entra in 4 per volta ogni 10 minuti circa (ci saranno in giro centinaia di persone e tu ne fai partecipare 4 alla volta?!?!?!).
Ci sono tre stanze con un "gioco" basato sul teatro e sulla danza. Esperienze interattive tra spettatori animati ed animatori. Ok aspettiamo il nostro turno; chiamano i numeri dal 14 al 20; io ho il 93.
Ci rimettiamo in giro e dopo la prova del Sumo (unica cosa interessante che siamo riusciti a fare, con il risultato Ste-Ari 1-1) gironzoliamo.
Quando parte l'assaggio di cibi esotici, dopo 10 minuti ce ne andiamo perché non abbiamo voglia di farci tutta quella fila. Gli assaggi di vino sono a pagamento (solo 1.5€ ma bisogna prendere il biglietto all'ingresso), torniamo giù alle stanze ma siamo intorno al 40.
Ci guardiamo 3 cortometraggi francesi. Abbastanza divertenti.
L'aria condizionata è a manetta e sono già le 2 di notte, siamo stanchi. Scendiamo e costi quel che costi vogliamo attendere per entrare nelle stanze.
Giù però stanno sbaraccando: "Ma come?!?!" diciamo noi. Ci rispondono: "dopo un po' chiamavamo i numeri e non c'erano. Allora abbiamo chiamato i numeri presenti in ordine sparso. Adesso però abbiamo finito. Se volete vi dico cosa succedeva nelle stanze ma riproponiamo tutto a Saronno il 30. Venite a partecipare".
Appoggio il biglietto numero 93 sul bancone, con disappunto e me ne vado a dormire.
Non credo che andrò a Saronno.
venerdì 9 marzo 2007
Concorso Fotografico Ospedale an Gerardo
Questa fotografia ha vinto il 2° concorso fotografico per dipendenti dell'Ospedale San Gerardo di Monza, sezione "Immagini riflesse ed oniriche".
Il titolo è Trip to Fire.
Posso dire senza vergogna che questa è una di quelle foto che ad un fotografo capitano una volta sola nella vita: ho impostato la digitale (una non recente Nikon Coolpix 2000 da 2.0 Mp) a scattare Auto e senza flash; ero in auto, al ritorno dalla Val d'Aosta; in galleria, molto luminosa grazie alle luci gialle, ho appoggiato la fotocamera al cruscotto ed ho scattato.
Semplicemente.
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