...a tutti voi perché scegliate la pace...
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lunedì 8 agosto 2011

Le nostre vacanze concentrate

Purtroppo sono già finite...
Dopo una settimana circa a Loano per rimettere in piedi il Mister dalle ultime fatiche, siamo andati quattro giorni in Val d'Aosta, più precisamente ad Entreves un piccolo paesino vicino a Courmayeur, alle pendici del Monte Bianco, alla confluenza di 2 valli che si diramano: la Val Veny e la Val Ferret. La pensioncina gestita da preti è stata un ottimo appoggio per le nostre visite ed escursioni; poi costava anche poco visto che i prezzi in quelle zone, soprattutto ad agosto, sono fuori dal normale!
Ormai sono entrata nel sesto mese di gravidanza e non posso scalare montagne ma lì il paesaggio è così bello e la voglia di vedere e scoprire è così forte che non mi sono molto trattenuta e riposata!
Il primo giorno siamo andati in Val Veny: è una vallata alpina ai piedi del massiccio del Monte Bianco, a sud del paese di Courmayeur. Fu modellata in particolare dai ghiacciai del Miage e della Brenva e dal suo fiume, la Dora di Veny, che si congiunge nei pressi di Dolonne con la Dora di Ferret a formare la Dora Baltea. Il paesaggio è mozzafiato. Su questo sito potete trovare tutte le descrizioni dei percorsi e delle escursioni della Val Veny e della Val Ferret.
Doveva essere una tranquilla passeggiata invece, siamo andati a vedere il lago del Miage che pian piano si sta prosciugando dato che il ghiacciaio si sta ritirando. Rimane dietro alla grande morena (questa parola piace un sacco allo Ste) della Miage. Il lago si presenta grigiastro (dal colore del ghiacciaio). Bruttino!
Poi siamo andati al lago Combal costituito da pozze di acqua sul vasto pianone della Val Veny. Lì i colori dell'acqua erano molto vivaci, un misto tra verde azzurro e grigio. I fiori erano tantissimi; avremmo voluto vedere qualche animaletto ma abbiamo visto solo due serpentelli.
Dal pianone si vede il Rif Elisabetta.  Ari: "Ma sì Ste...è lì, se non ce la faccio torno indietro". Invece, siccome sono testarda e curiosa mi sono fatta quella "lieve" salita sotto il sole di meszzogiorno. Quindi se vi chiedono: "Può andare una donna incinta a oltre 2100 mt di altezza?" La risposta è "Si". Io ero contenta e soddisfatta e quel paesaggio mozzafiato chi me lo farà rivedere? Proprio una bella escursione!!! I miei genitori appena l'hanno saputo si sono arrabbiati e ci hanno detto che siamo degli incoscienti. Ma io stavo così bene!
Siamo andati a vedere anche la Val Ferret anche se il tempo era bruttissimo.

Questa valle, invece, si trova a nord della conca di Courmayeur. Si colloca ai piedi del massiccio del Monte Bianco e ne costituisce, insieme alla Val Veny, il suo limite geografico orientale. Anche qui il paesaggio è mozzafiato anche se abbiamo trovato una giornata da lupi. Ha iniziato a diluviare proprio nel momento della salita al Rif. Elena. Dal rifugio si può godere dell'ampia vista del ghiacciaio di Pre de Bard e sul Dolent, il monte dei 3 stati (Italia, Francia e Svizzera), uno degli angoli delimitatori del Bianco. La meritata sosta al rifugio svela la splendida posizione della Val Ferret, potendo godere di una straordinaria vista panoramica su di essa. È stato molto bello. Finito di piovere siamo scesi e ci siamo messi sul torrente a prendere un pò di calduccio al sole.
Gli altri giorni ne abbiamo approfittato per andare a vedere i paesini d'Entreves, la Saxe e Courmayeur che ovviamente è troppo turistica e finta per i nostri gusti. Inoltre siamo saliti sulla funivia del Monte Bianco ma non per andare a oltre 3000 mt d'altezza ma per accontentarci dei 2175 del Giardino Botanico Alpino Saussurea, il giardino più alto d'europa dove abbiamo fotografato e siamo venuti a conoscenza di fiori di 1000 specie e colori. Tipo lo SPARVIERO PELOSINO. Da li poi se volevi potevi arrivare a piedi al ghiacciaio della Brenva. Infatti dopo la visita ci siamo incamminati ma poi ci siamo ritrovati davanti una parete di gradini di roccia ed è iniziata la discussione. Ste non voleva che salissi, io invece ce la potevo fare tranquillamente. Bhe questa volta ha vinto lui. Sono stata lì ad aspettarlo. Poi la strada (a detta di lui) era troppo lunga e impervia e quindi siamo tornati indietro. Uffa!

Comunque è stata una bellissima mini vacanza, dove lo Ste è riuscito a rilassarsi e a divertirsi. Ringraziamo tantissimo i miei genitori che hanno regalato a Ste questa splendida vacanza!

mercoledì 20 gennaio 2010

Una domenica di Neve

Ce la siamo proprio presa comoda, domenica scorsa. Mi sono alzato alle 6 (chissà chi mi ha svegliato?), ho guardato fuori dalla finestra ed ho visto il tempo nuvoloso; alle 7 uguale ed alle 9 ancora.
Alla fine ci siamo alzati e dopo la colazione abbiamo deciso di partire lo stesso.
Non eravamo convinti ma ci siamo messi in macchina per Artavaggio con tutta l'attrezzatura necessaria.
Alla cassa subito ci dicono: "sù il tempo è bello" e ci rallegriamo. Infatti sopra i 1000 metri di quota (forse anche meno) la funivia buca le nubi e ci ritroviamo un mare di cotone sotto, l'immenso azzurro sopra e tutto bianco accecante intorno.
Montiamo ciaspole e racchette ed iniziamo a salire al rifugio. Dopo 20 metri ci fermiamo subito a togliere le giacche a vento: troppo caldo a camminare.
Arriviamo al rifugio Nicola, proviamo a proseguire per la cima del monte Sodadura ma preferiamo rientrare visto che siamo scarsamente allenati. Rientriamo al rifugio ovviamente.
Ci concediamo una bella merenda, tè e torta, di fronte al Resegone che spunta, di fronte alle Grigne, che si tirano la coperta di nebbia sui piedi, alla faccia di quelli che sono nei centri commerciali.
Ci siamo davvero divertiti, e invitiamo tutti gli amici a RIPETERE la giornata domenica prossima.
Vi aspettiamo numerosi.


Piani Artavaggio

lunedì 10 agosto 2009

Ferie

Come ben sapete io e lo Stefino le ferie estive le usiamo per cazzeggiare e riposarci. Siamo andati in Provenza a giugno e quindi le nostre ferie di Luglio e Agosto le abbiamo passate a Loano, dove ci siamo pienamente gongolati al sole e ci siamo abbuffati nelle varie sagre. Naturalmente non potevamo mancare alla cena medioevale di Giustenice, sempre bella e emozionante. E inoltre abbiamo sentito cantare Davide Van de sfroos in un tributo a De Andrè. Moooollto bello.

Lasciato il mare, ci siamo spostati in Valtellina dove la nonna Linda e il nonno Gigi ci attendevano. Anche qui ci siamo riposati ma anche ci siamo ammazzati per le montagne. Ci hanno raggiunto i genitori dello Stefino con la Mariarosa e siamo andati a dormire al rifugio Gianetti. Per arrivare su ci vogliono almeno 3 ore di cammino, ovviamente tutto in salita sotto il sole. Stremati eravamo contentissimi.




La sera alle 21 tutti a letto perché lo Ste con il suo papà e la Mariarosa dovevano andare ad arrampicare sul pizzo Badile (m.3308), ma questo ve lo racconterà lui. La notte l’ho passata in bianco. Alle 5 Ste e gli altri si preparano per andare. Io e la mamma dello Ste saremmo scese in Val Masino più tardi…ma con molta calma e facendo tappa al Piano del Porcellizzo (m.1899) a riposarci e a prendere il sole.




Il ritrovo di tutti era alle 17.30 ai bagni di Masino. Vi dico solo che sono arrivati alle 21. Ero veramente preoccupata!!!! Ma tutto è finito per il meglio ed è difficile descrivere il faccino dello Stefino stanchissimo e incazzatissimo. Poveriiinooo. Per il resto è andato tutto a meraviglia.


L’ultimo giorno di ferie siamo andati in Val d’Aosta a visitare il forte di Bard… spettacolare e la fiera La Foire d’ètè dove c’era la fiera della produzione artigianale valdostana. Il forte (http://www.fortedibard.it/) invece, è un'imponente opera di sbarramento, eretta all'imbocco della Valle d'Aosta. La fortezza sabauda occupa interamente lo strategico sperone roccioso che sbarra l'accesso attraverso la valle. L'attuale fortificazione venne costruita tra il 1830 e il 1838 sulle rovine di un precedente castello, distrutto nel 1800 dalle truppe di Napoleone.



Al suo interno si può visitare il Museo delle Alpi che descrive, con l'ausilio di moderni audiovisivi, gli aspetti geologici, naturalistici, geografici, storici, antropologici delle Alpi, le montagne per antonomasia. Ho passato delle bellissime ferie grazie al mio Pangu. Ti voglio tanto bene.

domenica 8 marzo 2009

Pericolo ai Piani di Bobbio

L'Ari ha imparato a sciareeeeeeeeeeeeeeee!!!! Grazie al mio bravissimo insegnante Ste che ha avuto tanta pazienza, devozione, coraggio. Abbiamo fatto 2 uscite e vi assicuro che non è poi così complicato.

Tre cose hanno reso difficile il mio approccio con gli sci:
1) lo skylift dove sono caduta ben due volte in una sola salita;
2) la mia prima pista rossa dove mi sono bloccata dalla paura;
3) rialzarsi con su gli sci...io non sono capace.

A parte questi patatrac, tutto è filato liscio.
Grazie Ste.
Che ne dici se ne riparliamo l'anno prossimo, per favore????

domenica 18 gennaio 2009

Ciaspolata in Val d'Aosta

Un'altra avventuraaa...



Partiamo alle 7.00 da Lissone, lasciando alle spalle una pioggia fastidiosa, per dirigenci in Val d'Aosta per la nostra annuale ciaspolata sulla neve. Si parte dal paesino di "la Magdeleine" che siamo ancora assonnati.
Il paesaggio è stupendo anche se il Cervino è coperto. Tutti imbacuccati iniziamo a salire e a sentire caldo anche perchè la neve diventa sempre più alta e gli scarponi affondano facendoti affaticare ancora di più. Allora ci fermiamo a mettere le ciaspole. Che avventura... prima Ste ne perde una, poi la perdo io, poi mi accorgo di averle messe al contrario, poi cado perchè inciampo.... Insomma, per chi è alle prime armi , la cosa non è così immediata.
Una volta preso il ritmo però ti diverti un sacco. Entriamo e usciamo dal bosco, ci arrampichiamo sulla neve morbida. Ci soffermiamo a vedere i giochi della neve e della natura. Annusiamo i pini e ci soffermiamo a osservare le bacche rosse della rosa canina.
Arriviamo sul pianone del lago, completamente coperto di neve. Ci fermiamo a mangiare sotto i tetti delle baite disabitate e inizia a fioccare.

Che paesaggio stupendo. Ci rimettiamo in cammino molto presto perché la neve inizia a scendere più fitta. Siamo diventati 2 pupazzi di neve. Intorno è tutto bianco. Le nuvole si sono abbassate notevolmente facendo confondere i colli con la neve.
Iniziamo la discesa. Un'oretta e arriviamo al pullman dove ci cambiamo e andiamo a berci un cappuccino bollente con la panna. Ci rilassiamo un po'... ma è già ora di tornare a casa perché il pullman non si sa se riuscirà a scendere, per la neve e per le strade strette e ricche di curve. Arriviamo a casa soddisfatti e contentissimi.

sabato 3 gennaio 2009

Sopra la nebbia, una giornata stupenda

Venerdì, vorremmo fare una bella gita in montagna, approfittando dei giorni di riposo. Mi alzo prima delle 8, guardo fuori e vedo grigio, tutto grigio. Solo grigio.
Visto il nebbione, torno a letto. Poi ci svegliamo con calma, facciamo una bella colazione e decidiamo di partire lo stesso. Prendiamo la nebbiosa statale 36 e ci spingiamo verso la valsassina.
A Lecco troviamo coda in galleria. Ari già scoraggiata dal brutto tempo sta per desistere, MA...
quando usciamo dal Monte Barro troviamo il SOLE. La nebbia si è fermata prima e più saliamo, più il tempo migliora.
Arriviamo ai Resinelli con un bel sole, un bel freddo secco e la voglia di un bel giretto.
Sotto il sole di mezzogiorno camminiamo sulla neve in mezzo al bosco fino al bel vedere.
panorama leccheseQui c'è una vista eccezionale: la nebbia di casa è tutta lì sotto, che ricopre tutta la val padana, da Valmadrera fino al Po' ed oltre. Si vedono tutte le montagne del lago che spuntano oltre la nebbia, si vedono tutte le alpi innevate e pure gli appennini; e tutto intorno le nuvole.
Il vento le spinge verso nord. Come una corrente si insinua e si sporge sul lago calmissimo e lì si scioglie.
Uno spettacolo incredibile.
Ci scattiamo qualche foto ed arriviamo in cima al monte Coltignone.
Poi durante la discesa ci fermiamo in mezzo agli alberi e lì iniziamo ad accumulare neve, rametti ed altro materiale per poter fare il nostro PUPAZZO!
Eccolo qua, lo spirito del bosco, con il suo bel bastone ed il naso carota.
Alla fine per riscaldarci, niente di meglio di una bella cioccolata calda (con panna e dolcetto, alla faccia della dieta post natalizia).
Una bella giornata all'aria fresca; e pensare che stavamo per desistere.
BRAVI.

giovedì 14 agosto 2008

A SPASSO CON IL PAPÀ.

Io e il mio papà siamo in ferie e siccome mi devo muovere se no mi annoio e mi agito, abbiamo deciso di fare una bella camminata sui sentieri Lariani. Volevamo andare a respirare un po' di aria fresca su fino Rif. Palanzone e ce l'abbiamo quasi fatta. Decidiamo di salire dal paese di Rezzago (si poteva salire da Asso, da Sormano, dall'alpe del Vicerè..).

Prima tappa Rif. Riella. Entriamo nel paese e iniziamo la nostra salita. Il tempo non era dei migliori. Appena nel sottobosco una simpatica presenza ci scrutava da lontano: un bellissimo cerbiatto. Arrivati a un bivio un cartello indica a mezz'ora un fungo (n°1). Decidiamo di curiosare questa montagnetta di roccia erosa che crea una forma simile a un fungo. Dopo questa deviazione risaliamo verso la nostra meta. Il sentiero non era particolarmente pericoloso o difficoltoso anche se l'umidità sulle rocce ti facevano un po' scivolare. Troviamo poi un bivio con una madonnina posta a cura del Cai Asso e una targa con incisa questa preghiera:

"Signore amo la montagna perché proclama la tua magnificenza. I ghiacciai, le cascate, le immense distese di pini e di fiori annunciano la tua potenza e il tuo amore. Tutto questo, Signore da immensa certezza alla mia fede. Amo il sentiero che si inerpica fra i dirupi e la pista sul nevaio. Amo il rifugio che domina la valle perché caldo di ospitalità e amicizia elimina formalismi e prevenzioni. Amo la guida che porta alle cime, perché ha il passo uguale e tenace. Tutto questo, Signore, ricorda che tu stesso sei "guida", che tu stesso hai tracciato e aperto una via. Signore, fa che tutte queste cose che io amo mi insegnino a rispettare sempre la montagna e a non sfidarla mai. Signore, fa che porti sempre con me le voci dei monti, che mi avvicinano a te. Che io senta vivo il senso di chi cammina con me."

Dopo aver attraversato boschi abbastanza bui per via delle nuvolone, dopo aver fatto sentieri in mezzo a praterie, dopo circa un'ora e mezza arriviamo al Rif. Riella. Purtroppo il panorama si intravedeva, perché dei nuvoloni minacciosi coprivano tutto. Eravamo contenti comunque. Dopo esserci rifocillati proviamo a alire al Palanzone ma il tempo pessimo e il sentiero umido e viscido ci anno fatto desistere. Scendiamo con la giacchina. Faceva freddino.

Se volete informazioni molto dettagliate sul nostro itinerario andate su questo sito www.diska.it/rifugi_d.htm dove la spiegazione è molto molto dettagliata. Grazie mio Puci. Grazie di tutto.

domenica 3 agosto 2008

Val Codera?? No di più!!!

Siamo ancora in montagna. Questa volta decidiamo di andare in Val Codera. Tutti me l'hanno consigliata. Una tranquilla passeggiata immersa nella natura per arrivare a un piccolo paesino fuori dal mondo: Codera.

Sveglia presto, colazione e in mezz'ora siamo a Novate Mezzola località Mezzolpiano dove lasciamo la macchina al parcheggio e dove partono i sentieri. Noi volevamo dirigerci verso Codera, un paesino abitato stabilmente solo da 10 abitanti dove si arriva solo a piedi o in elicottero. La mulattiera inizia a salire.

Ci troviamo subito ad affrontare numerosissimi alti scalini oltre alle fastidiose zanzare che appena ti fermavi ti attaccavano.

All'ombra si stava bene anche se era alta l'umidità; al sole si moriva di caldo. L'escursione è molto interessante per la grande varietà di ambienti naturali. Si passa dai castagneti alle pareti di granito sopra Novate. Si sale e il paesaggio dei laghi dall'alto inizia a nascondersi. Si fa un breve tratto in discesa coperto (per via dei rigagnoli d'acqua che scendono dalla montagna), si passa un castagneto e dopo 2 ore di cammino si arriva a Codera (825 m). In paese ci sono due rifugi aperti per la maggior parte dell'anno: Rifugio Locanda Risorgimento e Rifugio osteria Alpina. Dopo un giretto fra le case e dopo una bella rinfrescata decidiamo di proseguire verso un altro Rifugio Brasciadiga (1214 m).

C'erano due percorsi. Uno apparentemente più semplice con strada larga e ciottoli piccoli che costeggiava il torrente; oppure c'era il vecchio sentiero che si inoltrava di più nella natura (lo faremo al ritorno). Sotto il sole cocente di mezzogiorno cerchiamo di raggiungere la meta. E' stata molto dura e faticosa non tanto per la difficoltà del percorso ma per il sole che batteva e la fame. Ma volevamo arrivare!!! Finalmente vediamo un cancello in legno e siamo contenti perché finalmente siamo arrivati . Ci mettiamo sotto ai pini a mangiare, guardiamo le mucche e ci dirigiamo verso il Rifugio. Sinceramente non ci aspettavamo un assembramento di casette così folto. Infatti il direttore del rifugio ci ha detto che lì hanno la casa solo paesani, non teroni e milanesi. Peccato, perché io e ste già pensavamo di comprare casa lì(!!!). Pensate che cosa fantastica. Il gestore ci offre un pezzo di torta tipica mentre lui preparava il minestrone per la sera e ci invita a ripassare al “paesino”.


Eravamo tentati di andare anche al rif. Brasca a mezz'ora da lì ma menomale che non siamo andati perché il ritorno è stato veramente sofferto e travagliato. Torniamo belli contenti e freschi. Arriviamo ancora a Codera. Seguendo il suggerimento del gestore del Rif. Risorgimento (--!%!!!!!!!&%§°ç--) per tornare facciamo un altro sentiero che fanno anche le montain bike (--!%!!!!!!!&%§°ç--)!!! Una discesa che ti portava al paesino di S. Giorgio e poi arrivi a Novate. Ok mi fido e scendiamo. La strada era in mezzo al bosco, evidentemente poco battuta, dove la segnaletica c'era e non c'era. Vediamo un bellissimo ponticello con una cappelletta al centro (Punt de la val Mala). Dopo un'ora di discesa veramente massacrante, siamo solo io e lo Ste, non abbiamo incontrato ancora anima viva. Noi continuiamo a scendere tra pareti rocciose e sentieri attaccati alla montagna con solo una corda di protezione. Il paese si vede ma è molto lontano. Io sono arrabbiata perché non ti puoi mai fidare della gente. Inizia a calare il sole. Ringrazio Dio che siamo dalla parte giusta della montagna dove batte ancora. Dopo ben 2 ore arriviamo a S. Giorgio. Dei simpatici ragazzi ci invitano a rinfrescarci alla bella fontana del paese. Il paesino di S. Giorgio è molto bello.

Le case sono tutte vicine, i prati sono verdissimi, la chiesetta è piccolina. Un vero angolo di relax. Anche lì si arriva solo a piedi. Chiediamo quanto manca a Novate. Tre quarti d'ora di sofferenza e stanchezza, tra caprette e caprone che ci seguiva. Arriviamo a Novate veramente stremati. Cerchiamo dove abbiamo lasciato la macchina e Ste guida fino a Mello dove ci aspetta un caldo bagno e un bel piattone di lasagne della nonna.

Morale: non fidatevi mai delle apparenze!!!

E' stata veramente una bellissima scarpinata con dei paesaggi mozzafiato e una natura incontaminata. Io metterei la firma per andare a vivere in quei paesini dove non c'è nulla e il silenzio è l'unica cosa che ti può infastidire. Dai Ste molliamo tutto e andiamo!!!!

venerdì 1 agosto 2008

Heidi mi fa un baffo

È cominciata la nostra seconda settimana relax.

Ci troviamo in Valtellina precisamente a Mello sopra Morbegno. Siamo andati a trovare la mia nonna e il mio nonno immersi nel fresco e nella tranquillità di questo bellissimo paesino (dove ho passato la mia infanzia). Dopo il primo giorno di relax, il secondo giorno decidiamo di fare una bella gita in alta Val Masino (visto che non riusciamo a stare fermi). L'anno scorso siamo andati su al rifugio Gianetti (2534 m). Quest'anno abbiamo deciso di salire al rifugio Omio (2100 m). La partenza è dai Bagni di Masino (1172 m). Dopo aver superato gli stabilimenti termali e un ponticello, inizia la mulattiera. La salita tira un po', si entra in un bosco fitto fitto e umidissimo (tanti funghetti!!!). Attraversato il bosco di conifere, lasciamo a destra il sentiero Life per il piano del Porcellizzo e usciamo presso i ricoveri dell'Alpe dell'Oro. Sulla sinistra ci fermiamo a guardare una baita creata ai piedi di un macigno tondeggiante. Oltre a questa ci sono alcuni modesti ripari il cui tetto è costituito da giganteschi massi.

Salendo salendo si può vedere il panorama del fondovalle. Il rifugio Omio è vicino e dopo 2.30 di salita arriviamo sudatissimi e stanchi sotto il Pizzo dell'Oro. Il panorama è fantastico. L'aria è frizzante e noi siamo proprio cottini. Un elicottero arriva a portare le provviste per il rifugio. Vi giuro che non ho mai visto un elicottero così da vicino. Mangiamo, ci rilassiamo un po' e poi riprendiamo la marcia verso la Val Masino. Ho visto un bellissimo ermellino. La discesa è peggio della salita per me. Ti si spaccano le gambe. 2 ore dopo siamo giù in val Masino a pucciare i piedini nel ricco torrente d'acqua gelida. Che bello, che relax. Ci mettiamo su un masso. Io faccio la diga e Ste mangia la banana e mi guarda. E li capisco quanto mi piace stare in giro con lui che oltre alla tranquillità del posto, lui mi crea un aurea di quiete e protezione fortissima.

domenica 20 luglio 2008

Onda su onda (tutte su di noi)

Domanda: dovete festeggiare il vostro compleanno, in compagnia di un gruppo di amici, nel modo più divertente, coinvolgente, avventuroso e indimenticabile; cosa fate?
La mia risposta: RAFTING.

Un'esperienza INCREDIBILE che veramente può saldare le amicizie e creare una squadra affiatata; i protagonisti, i soliti temerari Diego e Stefano from Melzo, Io e la Pimpa, Vale e Cristian.
Giusto giusto 6 persone, tante quante ne entrano sul gommone da rafting; 6 più la guida, Mario, un portoricano simpatico ed eccentrico.
La giornata inizia con il ritrovo del gruppo, la partenza da casa e, sorpresa, il casello dell'autostrada chiuso! Non vi racconto le disavventure per raggiungere l'autostrada tra coda in provinciale, svincoli chiusi ed una gara di ciclisti, con relativa circolazione deviata o ferma!
Arriviamo in val D'Aosta in ritardo rispetto al programma ma i gentilissimi dell'organizzazione ci spostano al turno successivo dopo averli avvisati.
Dopo l'attesa, alle 15, facciamo il briefing teorico e ci vestiamo con le tutine ed il casco di protezione: ecco i 6 power ranger della Brianza pronti a partire.
Mettiamo il gommone nel freddo fiume. Mario, con il suo caschetto da polo ci da i comandi per remare. Cerchiamo di remare in sincronia ma spesso ci cozziamo l'un l'altro. Poi ecco la prima onda grossa e... SPLASH. Giudicate voi.


Arriviamo ad una zona di acque calme, portiamo in secco i gommoni e ci spostiamo con pulmini fino ad un ponte. Qui caliamo i gommoni nelle strette e tortuose gole di Arvie, proseguendo verso la conclusione del percorso.
Durante tutto il giro ci laviamo completamente ma il divertimento è tanto e tanta è la fatica di pagaiare. Ad uno dei salti più cattivi Stefano che era davanti, si sbilancia e finisce in acqua, restando per fortuna ancorato con i piedi alle fibbie. Un bello spavento ed un po' di acqua in faccia, ma nulla di grave.
Alla fine torniamo stanchi ed eccitati alla base. Una bella doccia calda e poi provo a parlare con Emanuele, il capo della banda. Provo a spuntare uno sconto compleanno ed invece ottengo una bottiglia di ottimo vino amabile locale con cui facciamo un rinfrancante aperitivo con i buonissimi cantuccini fatti da Diego.
Che giornata. Non la scorderò di certo. Ringrazio tutti i compagni di remo e la compagnia di Rafting.it

giovedì 13 marzo 2008

Il trenino Rosso e Bianco

Sono proprio un Brutto! Lo scorso 8 febbraio, più di un mese fa, abbiamo fatto una bellissima gita e ancora non ho scritto il racconto di com'è andata. Mi faccio perdonare.
Treno Bernina feb 2008

Partenza da Carate che è ancora presto, sono circa le 6.30 (non vi racconto che l'Ari ha sbagliato a puntare la sveglia e che alle 4.45 eravamo in piedi), per arrivare, cantando in macchina ovviamente, a prendere il treno che parte da Tirano (SO) arriva fino a Saint Moritz: il Trenino Rosso del Bernina.
Efficienza svizzera: il treno parte puntualissimo. Siamo seduti nella carrozza panoramica, che ha delle vetrate alte quasi fino al tetto del treno, per consentire di vedere meglio il panorama splendido che ci attende.
Il treno è un mezzo simpatico, di pochi vagoni, che attraversa e percorre nell'ordine:

  • una rotonda in centro Tirano;
  • una strada stretta, formando la coda;
  • la dogana con i finanzieri che ci additano subito ("Siete Italiani?");
  • lo spettacolare viadotto circolare;

  • il lago di Poschiavo;
  • la foresta sui pendii dei monti;
  • Il panorama Bianco delle montagne.

  • Il cielo era bellissimo, azzurro e blu; c'era così tanta luce che ci facevano male gli occhi, con tutta la neve che c'era in quota.

    Il treno passa proprio vicinissimo ai ghiacciai: si possono vedere il ghiacciaio del Palù, ovviamente da dietro rispetto alle piste da sci di Chiesa Val Malenco, ed il ghiacciaio del Bernina. In quota si arriva al punto più alto della località Ospizio Bernina a 2253 m. Prima di arrivare qui, si passa dalla stazione di Alp Grum; qui si può scendere e... beh non so cosa si può fare di preciso. Forse camminate ed escursioni sulla neve d'inverno e sugli alpeggi d'estate. O semplicemente si va al rifugio a mangiare wurstel e punch bollente guardando il panorama.
    Dopo l'ospizio, che altro non è che un rifugetto, c'è la possibilità di scendere, prendere due funivie e farsi delle bellissime piste da sci, ovviamente se ve li siete portati.

    Inizia la discesa che si conclude a Saint Moritz, la sciccosa città piena di palazzoni (e piccoli jet che atterrano al vicino aeroporto) che però gode davvero di una posizione splendida, tra alte montagne ma in una valle aperta a sufficienza da garantire sole tutto il giorno.

    Scesi dal treno gironzoliamo, facciamo una bella passeggiata sul ghiaccio che ricopre il lago, per l'occasione invernale trasformato in un gigantesco ippodromo, con tanto di locali IN dove prendere l'aperitivo tutt'intorno. Noi facciamo i turisti e preferiamo il sole e la neve. Ed un panino sulla panchina.

    Visitiamo anche la città certo, meravigliandoci dello sfarzo e della ricchezza che ci circonda: SUV e Rols da tutte le parti, il gigantesco Badrutt's Palace Hotel (5 stelle superior) con le boutique di Furla, Gucci e Versace. Poi camminando incontri personaggi stravaganti, come la donna cyborg, con i suoi pantaloni argentati aderentissimi e gli stivali moon-boot con il tacco, ed il russo cosacco, un omone alto quasi due metri, con baffoni e pelliccia che gli arriva fino ai piedi.

    Noi torniamo sul treno per il viaggio di ritorno, godendoci il panorama del pomeriggio. In fondo il viaggio in treno è lungo quasi 3h e poi ci aspetta anche il viaggio in macchina.

    A fine giornata possiamo tirare una riga sopra un'altra meta nella nostra lista di meraviglie da vedere.

    giovedì 31 gennaio 2008

    Cia...spo..ciaspo...ciaspolata!!!

    Ed eccoci qui a raccontarvi l’ultima gita che abbiamo fatto io e il mio Pangu.
    Finalmente ho finito di lavorare tutte le domeniche e subito mi lancio alla pazza gioia di fare una bellissima ciaspolata in Val d’Aosta.

    Partenza ore 7 da Lissone. Oddio il risveglio è stato traumatico…ho sbagliato a puntare la sveglia e ci siamo alzati invece che alle 5.45 alle 4.45!!! Ste mi ha fulminato con il suo sguardo super assonnato (ovviamente torniamo a nanna). Ma siamo arrivati in tempo e abbiamo fatto anche una super colazione veloce e viiiiaaa… Il viaggio è stato bello ma con il pullman…lunghissimo. Arrivati alla meta, Cogne, ci prepariamo per la nostra camminata sulla neve. Non c’era bisogno delle ciaspole perché i sentieri erano abbastanza battuti. Dovevamo arrivare alle cascate di Lillaz. Il paesaggio era stupendo. Entriamo e usciamo dalla foresta Incantata, costeggiando la strada dello sci di fondo. Il gruppo si sfalda e si divide, ognuno prende strade diverse. Ste affonda nella neve. Sarà alta almeno un metro. Se uscivi dal sentiero era impraticabile. C’era un silenzio conciliatore e una natura da favola, con la neve e le montagne. La neve nelle mani sembrava sabbia, talmente era fine e luccicava fortemente in certe pianure. Creava anche dei giochi di immagine. Prima sembrava che dune, poi sembrava panna montata, poi schiuma da barba… Un paesaggio veramente stupendo. Avevo una voglia di lanciarmi in questo letto bianco e lasciare la mia impronta con il corpo ma naturalmente non potevo sapere cosa c’era sotto. Arrivati alle cascate di Lillaz ghiacciate, ci fermiamo a guardare gli scalatori e poi cerchiamo di salire ancora e ancora ma…. BUM lo Ste scivola e cade… Li ci volevano le ciaspole perché con gli scarponi si scivola. Io rido come una matta e nel scendere anche io faccio quella fine… ma questa volta non cado di faccia. E finalmente anche lo Ste cade, visto che di solito sono io che finisco in terra!!!!!
    Mangiamo un panino veloce al bar; il sole già si iniziava a preparare per la notte.. l’ombra porta un freddo pungente e noi ci incamminiamo verso Cogne.
    Mentre attendiamo di partire facciamo un giro per il paese dove io e Ste rimaniamo affascinati da un piccolo negozio “il mercatino delle pulci”. Dovevo portare a casa un ricordino! Poi ci mettiamo a osservare gli husky che tirano le slitte che ci salutano con i loro ululati…(altro che saluti avevano fame!!!). Siamo pronti. Ci aspettano 5 ore di coda per tornare a casa. Che incubo!!

    Ciao Cogne ci vediamo alla prossima.