e dopo la fatica... Loano. Qualcuno mi ha detto: "Come, vieni in vacanza a LOANO?!?!?!"
Sì perché tanto dobbiamo riposarci.
E a dire il vero... non ho molto di più da dire, rispetto a quello che avevamo scritto "in diretta" dalla spiaggia tempo fa.
Adesso mentre tutta la gente è in vacanza (e si incavola per le code, il traffico, i bambini che piangono...) noi ci godiamo la città vuota e programmiamo qualche gita domenicale.
Ciao!
...a tutti voi perché scegliate la pace...
lunedì 6 agosto 2007
Pallidi Monti
Finalmente arrivarono le sospirate vacanze! dove andiamo di bello?
La decisione, ovviamente presa all'ultimo momento (altro che last minute) è di dedicarci alla montagna, per rimetterci in forma, camminare all'aria aperta e soprattutto fare tante colazioni abbondanti, di quelle che ci fanno impazzire.
La meta: il cuore delle Dolomiti, la val Badia, proprio immersi in mezzo ai monti pallidi.
11 Luglio
Pronti a partire; carichiamo i bagagli sulla macchina e dopo un tranquillo viaggio, anche se con qualche piccolissimo contrattempo (tipo una telefonata di lavoro di un'oretta, per la gioia dell'Ari ed un intoppo con l'auto a metà di un tornante), arriviamo finalmente alla meta.
Ecco le maestose montagne di cui sentivo tanto la mancanza; c'è da restare affascinati dall'imponenza delle vette e difatti siamo con il naso all'insù e la bocca aperta (io).
Ma dopo tanto tempo seduti in auto, ci serve una passeggiatina. A metà della discesa dal passo Gardena, ci fermiamo presso un ristorante e facciamo quattro passi in mezzo ai prati verdi ed alle mucche fino alla cascata del Pisciadù (non sono ammessi commenti al nome!).
Abbiamo prenotato la camera in una bella e discreta pensione nel comune di La Valle, appena fuori dal traffico delle provinciali ma comodamente collegato.
La gentilissima padrona, la signora Frida, ci mostra ben due stanze tra cui scegliere: una è un po' piccola e l'altra... non la troviamo! Nel corridoio c'è una porta di legno, una specie di armadio appoggiato al muro che fa angolo; sembra l'armadio della biancheria invece è proprio l'ingresso della stanza (ha il bagno separato, per questo hanno fatto una specie di "anticamera")! Ovviamente è nostra (cose normali mai)!
12 Luglio
Passata la notte a ronfare come ronfi, alla mattina dobbiamo caricarci per la prima vera gita. Affrontiamo LA COLAZIONE: caffé-latte, panino con burro e marmellata, tazzona di cereali assortiti con yogurt e latte, biscotti; così dovrebbe bastare.
La meta della prima gita è il rifugio Fanes. Vogliamo arrivare nel regno delle marmotte, come narrano le leggende locali.
Dalla Capanna Alpina iniziamo a salire con i nostri zainetti e le racchettine, su per il sentiero in mezzo ai mughi e poi sul ripido, fino in cima alla selletta.
Da lì in poi è tutto in piano, ma decisamente lungo. In tre ore attraversiamo pascoli pieni di mucche dall'aria soddisfatta, cavalli ingrassati ma neanche una marmotta.
Non siamo altissimi ma il cielo è un po' coperto, c'è aria e fa abbastanza freddo. Meno male che abbiamo indossato tutto l'abbigliamento caldo, cioè il pile e la giacca a vento leggera.
Alla fine del cammino ci aspetta il rifugio, il lago Verde ed il Parlamento delle Marmotte, un costone a gradoni molto insolito.
Giusto il tempo di riposare, pranzare ed è già ora di rientrare. Il cammino è lungo e non possiamo permetterci troppa sosta.
Alla sera ovviamente siamo stravolti e con le ginocchia a pezzi. Alle 9.30 siamo già stesi in branda, con gli occhi semi chiusi.
Come primo giorno non è stato proprio semplice.
13 Luglio
Il secondo giorno di gite dobbiamo prendercela con più calma. La meta sarà il passo delle Erbe che raggiungiamo in auto.
Lasciamo la macchina e ci dirigiamo verso il sentiero che ci porta prima sotto le falde del monte Putia che sovrasta l'altipiano, poi aggirandolo sulla destra, sale fino alla forcella.
Una faticosa salita a serpentina in mezzo ai sassi bianchi del ghiaione. Oggi fa decisamente più caldo e tra il sole ed il riflesso delle rocce, arriviamo in cima con le spalle e la faccia rosse.
Il sentiero continua in direzione del rifugio Genova abbastanza in piano, attraversando a mezza costa il pendio. Ad un certo punto, Ari si ferma: "Guarda, la neve! vado a toccarla!" e bum!
Non so come, ma la vedo inciampare, accasciarsi e poi finire a faccia in giù a due centimetri dalla lingua di neve e da un po' di "torta di mucca". Io corro preoccupato che si sia fatta male; lei è lì che ride, non si alza dal ridere e ripete "Mi scappa la pipì".
La giornata prosegue tranquilla sul prato del rifugio ma durante il ritorno sono inseguito da uno stormo di fastidiosi moschini, attaccati al mio zaino.
La nostra ricompensa è un gozzo strudel con crema di vaniglia.
Da qui si inizia la salita vera: prima il ripido ghiaione, tra gli odiati sassini che scivolano sotto i piedi. Arrivati alle prime balze di roccia, c'è da risalire dei gradoni di tronchi e pezzi esposti tra rocce e strapiombi attaccati alle corde fisse. Alla fine di questo tratto bisogna attraversare un ponte sospeso. Qui si arriva a metà percorso. Si può proseguire in discesa, si può attraversare la cengia Martini o si può salire fino in cima alla montagna, per stretti sentieri sulla roccia.
Il percorso è impegnativo ma una volta in cima siamo al Piccolo Lagazuoi 2778 metri. Abbiamo percorso circa 600 metri di dislivello in 3 ore e mezza. Sotto di noi possiamo vedere tutte le valli, dalla Badia alla Marmolada fino alle montagne del Cadore.
Ci sediamo a pranzare su un costone, sospesi sopra l'altopiano interno che domina le montagna dei Fanes e le Conturines. Riposiamo quanto basta per rimetterci in cammino; la strada della discesa è ancora lunga ed avventurosa perché la scelta è di fare la Galleria del Lagazuoi.
La galleria è un tunnel a spirale che dalla cengia Martini, dove erano arroccati gli italiani, durante la guerra, risale all'interno della montagna per almeno un kilometro. Attraverso il tunnel, i soldati hanno raggiunto la cima del Lagazuoi e posto una mina che ha fatto saltare in aria la cima della montagna su cui c'erano gli austriaci.
Arrivati all'ingresso della gallerie, che negli ultimi anni è stata risistemata, ma resta sempre buia e scivolosa, estraiamo le nostre potenti torce elettriche (....): una da fronte tipo minatore, ma non molto potente e l'altra... beh è ecologica senz'altro ma avrei dovuto procurarmi qualcosa di più luminoso. Ogni tanto si aprono delle feritoie, o delle stanzette di servizio lungo il tragitto. Tutto al buio, si scende pian piano con l'ansia crescente.
Ci abbiamo messo più di un'ora per arrivare all'uscita che sembrava non arrivare mai.
Da qui, o si prende la cengia Martini, attraversando con le corde fisse a metà parete e si torna all'inizio del sentiero o si scende per un tratto ancora di corda fissa e passerelle per arrivare al ghiaione.
La discesa termina all'arrivo della funivia del Falzarego. La macchina è posteggiata al fortino e sono ancora un kilometro e mezzo circa; e strada facendo si mette pure a piovere.
Arriviamo alla macchina con i nervi a fior di pelle e decisamente stanchi e scoraggiati, ma ormai abbiamo finito.
Doccia, cena e finalmente ci rendiamo conto di cosa abbiamo realmente fatto e ne siamo orgogliosi.
15 Luglio
L'ultimo giorno. Facciamo i bagagli, salutiamo e partiamo di nuovo in direzione della Capanna Alpina. Oggi dobbiamo stare tranquilli, dopo la mazzata di ieri. Ovviamente lo facciamo a modo nostro...
Il rifugio Scotoni dista un'oretta scarsa ma bisogna salire una strada a ciottoli abbastanza pendente e siamo ancora stanchi da ieri. In cima c'è un bel prato per sdraiarsi, riposare e prendere il sole... ma è più bello farlo al laghetto ancora più su!!!!!
Finalmente, sulle sponde del laghetto Lagazuoi, da cui si vede la cresta che abbiamo attraversato ieri, ma ovviamente dal lato interno dell'altipiano, ci rilassiamo un po' e pensiamo alla vacanza che sta per finire. Nel pomeriggio si prende l'autostrada e poi saremo a casa.
Dobbiamo chiudere in bellezza, così dopo un paio d'ore di sole, scendiamo ma facciamo pausa pranzo al rifugio ed una super grigliata mista (un po' cara per la verità) con verdure e polenta non ce la toglie nessuno (Ari ha litigato con il formaggio...).
Scendiamo fino a valle e prima di partire devo fare rifornimento d'acqua per la prossima birra. Inizio a rifornire la tanica da 25l con l'acqua della fontanella ma poco dopo la metà, qualcuno chiude l'acqua!
Non commento. Carichiamo e andiamo in val Gardena, nella speranza di trovare qualche souvenir, anche se è domenica ed è tutto chiuso. Speranza vana; gironzoliamo per un po' tra Selva di Gardena ed Ortisei ma otteniamo solo il risultato di partire alle 19 per casa.
Sono riuscito ad arrivare fino al letto ancora sveglio, ma effettivamente ero un po' stanchino....
Questo è quanto. Una vacanza bella ed intensa. Proprio non ci siamo annoiati neppure un secondo. Ed il bello è che abbiamo ancora parecchie montagne da vedere e da scalare!
La decisione, ovviamente presa all'ultimo momento (altro che last minute) è di dedicarci alla montagna, per rimetterci in forma, camminare all'aria aperta e soprattutto fare tante colazioni abbondanti, di quelle che ci fanno impazzire.
La meta: il cuore delle Dolomiti, la val Badia, proprio immersi in mezzo ai monti pallidi.
11 Luglio
Pronti a partire; carichiamo i bagagli sulla macchina e dopo un tranquillo viaggio, anche se con qualche piccolissimo contrattempo (tipo una telefonata di lavoro di un'oretta, per la gioia dell'Ari ed un intoppo con l'auto a metà di un tornante), arriviamo finalmente alla meta.
Ecco le maestose montagne di cui sentivo tanto la mancanza; c'è da restare affascinati dall'imponenza delle vette e difatti siamo con il naso all'insù e la bocca aperta (io).
Ma dopo tanto tempo seduti in auto, ci serve una passeggiatina. A metà della discesa dal passo Gardena, ci fermiamo presso un ristorante e facciamo quattro passi in mezzo ai prati verdi ed alle mucche fino alla cascata del Pisciadù (non sono ammessi commenti al nome!).
Abbiamo prenotato la camera in una bella e discreta pensione nel comune di La Valle, appena fuori dal traffico delle provinciali ma comodamente collegato.
La gentilissima padrona, la signora Frida, ci mostra ben due stanze tra cui scegliere: una è un po' piccola e l'altra... non la troviamo! Nel corridoio c'è una porta di legno, una specie di armadio appoggiato al muro che fa angolo; sembra l'armadio della biancheria invece è proprio l'ingresso della stanza (ha il bagno separato, per questo hanno fatto una specie di "anticamera")! Ovviamente è nostra (cose normali mai)!
12 Luglio
Passata la notte a ronfare come ronfi, alla mattina dobbiamo caricarci per la prima vera gita. Affrontiamo LA COLAZIONE: caffé-latte, panino con burro e marmellata, tazzona di cereali assortiti con yogurt e latte, biscotti; così dovrebbe bastare.
La meta della prima gita è il rifugio Fanes. Vogliamo arrivare nel regno delle marmotte, come narrano le leggende locali.
Dalla Capanna Alpina iniziamo a salire con i nostri zainetti e le racchettine, su per il sentiero in mezzo ai mughi e poi sul ripido, fino in cima alla selletta.
Da lì in poi è tutto in piano, ma decisamente lungo. In tre ore attraversiamo pascoli pieni di mucche dall'aria soddisfatta, cavalli ingrassati ma neanche una marmotta.
Alla fine del cammino ci aspetta il rifugio, il lago Verde ed il Parlamento delle Marmotte, un costone a gradoni molto insolito.
Giusto il tempo di riposare, pranzare ed è già ora di rientrare. Il cammino è lungo e non possiamo permetterci troppa sosta.
Alla sera ovviamente siamo stravolti e con le ginocchia a pezzi. Alle 9.30 siamo già stesi in branda, con gli occhi semi chiusi.
Come primo giorno non è stato proprio semplice.
13 Luglio
Il secondo giorno di gite dobbiamo prendercela con più calma. La meta sarà il passo delle Erbe che raggiungiamo in auto.
Lasciamo la macchina e ci dirigiamo verso il sentiero che ci porta prima sotto le falde del monte Putia che sovrasta l'altipiano, poi aggirandolo sulla destra, sale fino alla forcella.
Una faticosa salita a serpentina in mezzo ai sassi bianchi del ghiaione. Oggi fa decisamente più caldo e tra il sole ed il riflesso delle rocce, arriviamo in cima con le spalle e la faccia rosse.
Il sentiero continua in direzione del rifugio Genova abbastanza in piano, attraversando a mezza costa il pendio. Ad un certo punto, Ari si ferma: "Guarda, la neve! vado a toccarla!" e bum!
Non so come, ma la vedo inciampare, accasciarsi e poi finire a faccia in giù a due centimetri dalla lingua di neve e da un po' di "torta di mucca". Io corro preoccupato che si sia fatta male; lei è lì che ride, non si alza dal ridere e ripete "Mi scappa la pipì".
La giornata prosegue tranquilla sul prato del rifugio ma durante il ritorno sono inseguito da uno stormo di fastidiosi moschini, attaccati al mio zaino.
La nostra ricompensa è un gozzo strudel con crema di vaniglia.
14 Luglio
Ormai le gambe sono calde e rodate; siamo pronti per la grande impresa che ho in mente. All'Ari la descrivo come "beh sì oggi sarà impegnativo" ma forse sono stato un po' troppo blando nella descrizione (infatti mi insulta anche adesso). Raggiungiamo in macchina la cima del passo Valparola e parcheggiamo nei pressi del fortino risalente alla guerra. Qui intorno è tutto museo all'aperto in ricordo della tragedia mondiale del '15-18. Da questo lato c'erano gli austriaci e gli italiani risalivano dal Veneto e da Cortina. Imbocchiamo, o meglio cerchiamo di imboccare gironzolando un po' in mezzo ai sassi, il sentiero dei Kaiserjager. Effettivamente per colpa mia perdiamo un po' di tempo ma riusciamo a tornare sulla retta via che attraversa i resti delle trincee.Da qui si inizia la salita vera: prima il ripido ghiaione, tra gli odiati sassini che scivolano sotto i piedi. Arrivati alle prime balze di roccia, c'è da risalire dei gradoni di tronchi e pezzi esposti tra rocce e strapiombi attaccati alle corde fisse. Alla fine di questo tratto bisogna attraversare un ponte sospeso. Qui si arriva a metà percorso. Si può proseguire in discesa, si può attraversare la cengia Martini o si può salire fino in cima alla montagna, per stretti sentieri sulla roccia.
Il percorso è impegnativo ma una volta in cima siamo al Piccolo Lagazuoi 2778 metri. Abbiamo percorso circa 600 metri di dislivello in 3 ore e mezza. Sotto di noi possiamo vedere tutte le valli, dalla Badia alla Marmolada fino alle montagne del Cadore.
Ci sediamo a pranzare su un costone, sospesi sopra l'altopiano interno che domina le montagna dei Fanes e le Conturines. Riposiamo quanto basta per rimetterci in cammino; la strada della discesa è ancora lunga ed avventurosa perché la scelta è di fare la Galleria del Lagazuoi.
Arrivati all'ingresso della gallerie, che negli ultimi anni è stata risistemata, ma resta sempre buia e scivolosa, estraiamo le nostre potenti torce elettriche (....): una da fronte tipo minatore, ma non molto potente e l'altra... beh è ecologica senz'altro ma avrei dovuto procurarmi qualcosa di più luminoso. Ogni tanto si aprono delle feritoie, o delle stanzette di servizio lungo il tragitto. Tutto al buio, si scende pian piano con l'ansia crescente.
Ci abbiamo messo più di un'ora per arrivare all'uscita che sembrava non arrivare mai.
Da qui, o si prende la cengia Martini, attraversando con le corde fisse a metà parete e si torna all'inizio del sentiero o si scende per un tratto ancora di corda fissa e passerelle per arrivare al ghiaione.
La discesa termina all'arrivo della funivia del Falzarego. La macchina è posteggiata al fortino e sono ancora un kilometro e mezzo circa; e strada facendo si mette pure a piovere.
Arriviamo alla macchina con i nervi a fior di pelle e decisamente stanchi e scoraggiati, ma ormai abbiamo finito.
Doccia, cena e finalmente ci rendiamo conto di cosa abbiamo realmente fatto e ne siamo orgogliosi.
15 Luglio
L'ultimo giorno. Facciamo i bagagli, salutiamo e partiamo di nuovo in direzione della Capanna Alpina. Oggi dobbiamo stare tranquilli, dopo la mazzata di ieri. Ovviamente lo facciamo a modo nostro...
Il rifugio Scotoni dista un'oretta scarsa ma bisogna salire una strada a ciottoli abbastanza pendente e siamo ancora stanchi da ieri. In cima c'è un bel prato per sdraiarsi, riposare e prendere il sole... ma è più bello farlo al laghetto ancora più su!!!!!
Finalmente, sulle sponde del laghetto Lagazuoi, da cui si vede la cresta che abbiamo attraversato ieri, ma ovviamente dal lato interno dell'altipiano, ci rilassiamo un po' e pensiamo alla vacanza che sta per finire. Nel pomeriggio si prende l'autostrada e poi saremo a casa.
Dobbiamo chiudere in bellezza, così dopo un paio d'ore di sole, scendiamo ma facciamo pausa pranzo al rifugio ed una super grigliata mista (un po' cara per la verità) con verdure e polenta non ce la toglie nessuno (Ari ha litigato con il formaggio...).
Scendiamo fino a valle e prima di partire devo fare rifornimento d'acqua per la prossima birra. Inizio a rifornire la tanica da 25l con l'acqua della fontanella ma poco dopo la metà, qualcuno chiude l'acqua!
Non commento. Carichiamo e andiamo in val Gardena, nella speranza di trovare qualche souvenir, anche se è domenica ed è tutto chiuso. Speranza vana; gironzoliamo per un po' tra Selva di Gardena ed Ortisei ma otteniamo solo il risultato di partire alle 19 per casa.
Sono riuscito ad arrivare fino al letto ancora sveglio, ma effettivamente ero un po' stanchino....
Questo è quanto. Una vacanza bella ed intensa. Proprio non ci siamo annoiati neppure un secondo. Ed il bello è che abbiamo ancora parecchie montagne da vedere e da scalare!
| Val Badia 2007 |
venerdì 20 luglio 2007
Sole, relax e... Britney Spears!
Grazie ai nuovi ritrovati di tecnica e tecnologia, i nostri due (super)eroi si possono permettere di postare un aggiornamento del blog anche sotto l'ombrellone della spiaggia di Loano.
Anche se condividiamo il comune pensiero del "ma non avete proprio un cavolo da fare?!?!", ed in effetti è proprio così da martedì perché abbiamo deciso di dedicarci al riposo assoluto, ci sembrava giusto condividere qualche pensiero.
Ecco allora che vi descriviamo il sole, caldo da bruciare, il mare, con le "cosine" galleggianti, ed i simpatici bimbi della colonia qui di fianco che schiamazzano a ritmo del karaoke con Britney Spears!
Ah come si stava bene al fresco ed in silenzio sui monti delle dolomiti, settimana scorsa! Facevamo un po' di fatica tutti i giorni, giusto quelle 6-7 ore di cammino per arrivare in cima ai monti, ma il panorama ci ripagava.
Poi la prossima settimana, con la calma del rientro al lavoro e con la canicola afosa, vi illustreremo meglio tutte le nostre avventure sui monti con le foto.
Anche perché la mia morosa è rossa come un peperone spalmato di crema solare e a me sta venendo una paralisi alle dita a scrivere sulla tastierina del palmare!
Ciao, alla prossima!
Anche se condividiamo il comune pensiero del "ma non avete proprio un cavolo da fare?!?!", ed in effetti è proprio così da martedì perché abbiamo deciso di dedicarci al riposo assoluto, ci sembrava giusto condividere qualche pensiero.
Ecco allora che vi descriviamo il sole, caldo da bruciare, il mare, con le "cosine" galleggianti, ed i simpatici bimbi della colonia qui di fianco che schiamazzano a ritmo del karaoke con Britney Spears!
Ah come si stava bene al fresco ed in silenzio sui monti delle dolomiti, settimana scorsa! Facevamo un po' di fatica tutti i giorni, giusto quelle 6-7 ore di cammino per arrivare in cima ai monti, ma il panorama ci ripagava.
Poi la prossima settimana, con la calma del rientro al lavoro e con la canicola afosa, vi illustreremo meglio tutte le nostre avventure sui monti con le foto.
Anche perché la mia morosa è rossa come un peperone spalmato di crema solare e a me sta venendo una paralisi alle dita a scrivere sulla tastierina del palmare!
Ciao, alla prossima!
domenica 17 giugno 2007
Notte dei Libri = Notte (in) Bianca
Ieri sera si è svolta la manifestazione La Notte dei Libri, la notte bianca di Lissone. Tutti alla biblioteca dove dalle 22 fino alle 6 erano in programma diversi eventi ed incontri di diverso tipo.
L'anno scorso era stata molto bella e divertente....
L'anno scorso...
Ieri alla fine siamo usciti alle due perché stanchi e delusi: non abbiamo mangiato, non abbiamo bevuto e non scopriremo mai il segreto della stanza 2!
Allora, tutto inizia all'entrata: ci facciamo il giretto preliminare tra gli stand. Al primo piano ci avviciniamo verso il fondo e guardiamo manifesti e vecchie lettere del comune con la luce che va e viene. Cerchiamo di entrare in una stanza coperta da un pesante tendone ed indicata da un cartello come la STANZA 2 ma una testa sbucato appunto da dietro la tenda ci ferma e ci intima: "non potete entrare! solo 4 persone. Ci vuole il numero." ok niente saliamo, facciamo un giro e troviamo la stanza 3 ma niente anche qui.
Scendiamo e ci sediamo in una stanzetta dove dopo pochi minuti dovrebbe iniziare a parlare una persona, mezza prosa, mezza poesia.
Dopo MEZZ'ORA di attesa ci alziamo spazientiti e scendiamo al piano terra dove con alcuni amici ci facciamo spiegare il gioco delle tre stanze: si deve prendere un biglietto all'ingresso (ok fatto) e si entra in 4 per volta ogni 10 minuti circa (ci saranno in giro centinaia di persone e tu ne fai partecipare 4 alla volta?!?!?!).
Ci sono tre stanze con un "gioco" basato sul teatro e sulla danza. Esperienze interattive tra spettatori animati ed animatori. Ok aspettiamo il nostro turno; chiamano i numeri dal 14 al 20; io ho il 93.
Ci rimettiamo in giro e dopo la prova del Sumo (unica cosa interessante che siamo riusciti a fare, con il risultato Ste-Ari 1-1) gironzoliamo.
Quando parte l'assaggio di cibi esotici, dopo 10 minuti ce ne andiamo perché non abbiamo voglia di farci tutta quella fila. Gli assaggi di vino sono a pagamento (solo 1.5€ ma bisogna prendere il biglietto all'ingresso), torniamo giù alle stanze ma siamo intorno al 40.
Ci guardiamo 3 cortometraggi francesi. Abbastanza divertenti.
L'aria condizionata è a manetta e sono già le 2 di notte, siamo stanchi. Scendiamo e costi quel che costi vogliamo attendere per entrare nelle stanze.
Giù però stanno sbaraccando: "Ma come?!?!" diciamo noi. Ci rispondono: "dopo un po' chiamavamo i numeri e non c'erano. Allora abbiamo chiamato i numeri presenti in ordine sparso. Adesso però abbiamo finito. Se volete vi dico cosa succedeva nelle stanze ma riproponiamo tutto a Saronno il 30. Venite a partecipare".
Appoggio il biglietto numero 93 sul bancone, con disappunto e me ne vado a dormire.
Non credo che andrò a Saronno.
L'anno scorso era stata molto bella e divertente....
L'anno scorso...
Ieri alla fine siamo usciti alle due perché stanchi e delusi: non abbiamo mangiato, non abbiamo bevuto e non scopriremo mai il segreto della stanza 2!
Allora, tutto inizia all'entrata: ci facciamo il giretto preliminare tra gli stand. Al primo piano ci avviciniamo verso il fondo e guardiamo manifesti e vecchie lettere del comune con la luce che va e viene. Cerchiamo di entrare in una stanza coperta da un pesante tendone ed indicata da un cartello come la STANZA 2 ma una testa sbucato appunto da dietro la tenda ci ferma e ci intima: "non potete entrare! solo 4 persone. Ci vuole il numero." ok niente saliamo, facciamo un giro e troviamo la stanza 3 ma niente anche qui.
Scendiamo e ci sediamo in una stanzetta dove dopo pochi minuti dovrebbe iniziare a parlare una persona, mezza prosa, mezza poesia.
Dopo MEZZ'ORA di attesa ci alziamo spazientiti e scendiamo al piano terra dove con alcuni amici ci facciamo spiegare il gioco delle tre stanze: si deve prendere un biglietto all'ingresso (ok fatto) e si entra in 4 per volta ogni 10 minuti circa (ci saranno in giro centinaia di persone e tu ne fai partecipare 4 alla volta?!?!?!).
Ci sono tre stanze con un "gioco" basato sul teatro e sulla danza. Esperienze interattive tra spettatori animati ed animatori. Ok aspettiamo il nostro turno; chiamano i numeri dal 14 al 20; io ho il 93.
Ci rimettiamo in giro e dopo la prova del Sumo (unica cosa interessante che siamo riusciti a fare, con il risultato Ste-Ari 1-1) gironzoliamo.
Quando parte l'assaggio di cibi esotici, dopo 10 minuti ce ne andiamo perché non abbiamo voglia di farci tutta quella fila. Gli assaggi di vino sono a pagamento (solo 1.5€ ma bisogna prendere il biglietto all'ingresso), torniamo giù alle stanze ma siamo intorno al 40.
Ci guardiamo 3 cortometraggi francesi. Abbastanza divertenti.
L'aria condizionata è a manetta e sono già le 2 di notte, siamo stanchi. Scendiamo e costi quel che costi vogliamo attendere per entrare nelle stanze.
Giù però stanno sbaraccando: "Ma come?!?!" diciamo noi. Ci rispondono: "dopo un po' chiamavamo i numeri e non c'erano. Allora abbiamo chiamato i numeri presenti in ordine sparso. Adesso però abbiamo finito. Se volete vi dico cosa succedeva nelle stanze ma riproponiamo tutto a Saronno il 30. Venite a partecipare".
Appoggio il biglietto numero 93 sul bancone, con disappunto e me ne vado a dormire.
Non credo che andrò a Saronno.
mercoledì 16 maggio 2007
Kalimera amici
Kalimera amici…
Volevo ringraziare Stefano per essere sempre il mio compagno di viaggio ideale, sempre attento e vigile che non mi rubino la borsetta (Ahah) o addirittura la mia valigia di 20,6 Kg (Ahahaha). Grazie mio cuoricino per la pazienza che hai con me… turbolenta e testona come sono. Ti bacio.
io e Ste quest’anno abbiamo deciso di fare le nostre ferie (fuori stagione) in Grecia, precisamente ad Atene e Santorini. Avevamo prenotato solo l’aereo e ci siamo lasciati andare al caso sulla ricerca degli hotel e sugli alloggi. Prontiiiii viiiiaaa
22 aprile

Siamo arrivati ad Atene una mega metropoli pienissima di gente, caos, smog e di angoli paradisiaci. Appena scesi dall’autobus siamo subito braccati dai “bauscia” (chi è brianzolo lo sa chi sono) che ti portano nelle varie agenzie di viaggio. Cascati subito come delle pere cotte, capito l’andazzo, siamo andati nell’hotel più economico trovato su internet. Per 2 gg andava più che bene!!! Lasciati i bagagli iniziamo il nostro giretto nelle viette. Un vero labirinto!!! La sera abbiamo cenato in un bellissimo ristorantino all’aperto nella zona della Plaka dove a prezzi modici abbiamo mangiato carne, pesce e insalata greca.
22 aprile


Siamo arrivati ad Atene una mega metropoli pienissima di gente, caos, smog e di angoli paradisiaci. Appena scesi dall’autobus siamo subito braccati dai “bauscia” (chi è brianzolo lo sa chi sono) che ti portano nelle varie agenzie di viaggio. Cascati subito come delle pere cotte, capito l’andazzo, siamo andati nell’hotel più economico trovato su internet. Per 2 gg andava più che bene!!! Lasciati i bagagli iniziamo il nostro giretto nelle viette. Un vero labirinto!!! La sera abbiamo cenato in un bellissimo ristorantino all’aperto nella zona della Plaka dove a prezzi modici abbiamo mangiato carne, pesce e insalata greca.
23 aprile 
Inizia il nostro vero giro da turisti. Dopo aver prenotato nave e hotel per Santorini andiamo a vedere i monumenti più famosi di Atene. L’Olimpheion e i suoi scavi e l’Acropoli che troneggia con le sue possenti mura sulla città. Il famosissimo Partenone era in ristrutturazione. Per quanto grande non mi ha fatto un particolare effetto. Il tempo bello ci accompagna. La sera prendiamo la nave che ci porterà a Santorini… 9 ore. Mai più…
Arriviamo all’isola alle 4 del mattino. Io non avevo dormito per niente. Ste sì… ovviamente!!!
Scendiamo dalla nave cotti, fusi, addormentati e sz parole. La ragazza dell’hotel (simpaticona) ci viene a prendere. Crolliamo in un profondo sonno nella nostra stanzetta a Perivolos.

Inizia il nostro vero giro da turisti. Dopo aver prenotato nave e hotel per Santorini andiamo a vedere i monumenti più famosi di Atene. L’Olimpheion e i suoi scavi e l’Acropoli che troneggia con le sue possenti mura sulla città. Il famosissimo Partenone era in ristrutturazione. Per quanto grande non mi ha fatto un particolare effetto. Il tempo bello ci accompagna. La sera prendiamo la nave che ci porterà a Santorini… 9 ore. Mai più…
Arriviamo all’isola alle 4 del mattino. Io non avevo dormito per niente. Ste sì… ovviamente!!!
Scendiamo dalla nave cotti, fusi, addormentati e sz parole. La ragazza dell’hotel (simpaticona) ci viene a prendere. Crolliamo in un profondo sonno nella nostra stanzetta a Perivolos.
24 aprile 
Sveglia. Colazione fai da te con tutto l’occorrente (No comment!). In 4 gg non ci hanno mai pulito la stanza, mai cambiato gli asciugamani, Ste la mattina andava a elemosinagli il burro, la marmellata, il pane e addirittura la carta igienica!!!! Ho capito che siamo fuori stagione ma noi abbiamo pagato…poco…ma abbiamo pagato!
Bhe abbiamo noleggiato l’auto (15 euro al giorno) e viiia alla scoperta dell’isola. Ci fermiamo ad Akrotiri, bellissimo paesino tranquillo da dove si vede il panorama di tutta la costa. Abbiamo conosciuto un ragazzo di Alba di nome Diego… molto simpatico, che viveva li da un mese circa. E si vedeva che in quel magnifico posto stava da Dio! Il suo vicino di casa è un asinello; caffè, limoncello e via verso il faro.
Il panorama è spettacolare
respiri tanta aria fresca e tranquillità. Non volevo più venire via.
Lasciato Akrotiri andiamo a Pyrgos dove una simpatica signora riesce a rifilare a Ste una bottiglia di Vin Santo fatto da lei (…e in aereo??). Ci offre 2 biscottini e due fiorellini. Siamo contentissimi. Sperando che il vino sia buono!!! Pyrgos è un mini paesino tipico greco, bianco e azzurro. Dovevi sempre andare in giro con gli occhiali da sole perché il sole che si rifletteva sulle candide case ti accecava.

Sveglia. Colazione fai da te con tutto l’occorrente (No comment!). In 4 gg non ci hanno mai pulito la stanza, mai cambiato gli asciugamani, Ste la mattina andava a elemosinagli il burro, la marmellata, il pane e addirittura la carta igienica!!!! Ho capito che siamo fuori stagione ma noi abbiamo pagato…poco…ma abbiamo pagato!
Bhe abbiamo noleggiato l’auto (15 euro al giorno) e viiia alla scoperta dell’isola. Ci fermiamo ad Akrotiri, bellissimo paesino tranquillo da dove si vede il panorama di tutta la costa. Abbiamo conosciuto un ragazzo di Alba di nome Diego… molto simpatico, che viveva li da un mese circa. E si vedeva che in quel magnifico posto stava da Dio! Il suo vicino di casa è un asinello; caffè, limoncello e via verso il faro.
Il panorama è spettacolare
respiri tanta aria fresca e tranquillità. Non volevo più venire via.Lasciato Akrotiri andiamo a Pyrgos dove una simpatica signora riesce a rifilare a Ste una bottiglia di Vin Santo fatto da lei (…e in aereo??). Ci offre 2 biscottini e due fiorellini. Siamo contentissimi. Sperando che il vino sia buono!!! Pyrgos è un mini paesino tipico greco, bianco e azzurro. Dovevi sempre andare in giro con gli occhiali da sole perché il sole che si rifletteva sulle candide case ti accecava.
25 aprile
Questa mattina ci siamo svegliati molto carichi e decidiamo di andare a fare una camminata sul monte Profitis dove
nonostante i numerosissimi insetti, abbiamo fatto un bel giretto e gustato il bellissimo panorama. Dopo una breve tappa a Messaria andiamo alla città principale Fira, più turistica e “caotica”; dai suoi balconi si vede la maestosità del vulcano.
Per andare al porto avevi tre opzioni: 1. con la funicolare (4 euro), 2. con l’asino (4 euro), 3. a piedi facendo lo slalom tra le feci degli asini. Abbiamo scelto la terza opzione. Avevo i conati! Che puzza! Il ritorno l’abbiamo fatto in funicolare però. Torniamo verso casa facendo una strada alternativa che saliva in montagna, passava per la vecchia Thira e scendeva sull'altra costa (così segna la nostra cartina). Una strada sterrata sulle colline, stretta ed a strapiombo che ha messo a dura prova la nostra auto. Arriviamo in cima alla montagna e troviamo…una rotonda!!! (Ma sulla cartina non c’era segnata la fine della strada!! Maledette cartine turistiche da due soldi). Bisognava tornare indietro. Per consolarci dello sbattimento ci siamo fermati in un ristorante con vista tramonto e ci siamo abbuffati di pesce… Siamo usciti stanchi ma molto soddisfatti.
Questa mattina ci siamo svegliati molto carichi e decidiamo di andare a fare una camminata sul monte Profitis dove
nonostante i numerosissimi insetti, abbiamo fatto un bel giretto e gustato il bellissimo panorama. Dopo una breve tappa a Messaria andiamo alla città principale Fira, più turistica e “caotica”; dai suoi balconi si vede la maestosità del vulcano.Per andare al porto avevi tre opzioni: 1. con la funicolare (4 euro), 2. con l’asino (4 euro), 3. a piedi facendo lo slalom tra le feci degli asini. Abbiamo scelto la terza opzione. Avevo i conati! Che puzza! Il ritorno l’abbiamo fatto in funicolare però. Torniamo verso casa facendo una strada alternativa che saliva in montagna, passava per la vecchia Thira e scendeva sull'altra costa (così segna la nostra cartina). Una strada sterrata sulle colline, stretta ed a strapiombo che ha messo a dura prova la nostra auto. Arriviamo in cima alla montagna e troviamo…una rotonda!!! (Ma sulla cartina non c’era segnata la fine della strada!! Maledette cartine turistiche da due soldi). Bisognava tornare indietro. Per consolarci dello sbattimento ci siamo fermati in un ristorante con vista tramonto e ci siamo abbuffati di pesce… Siamo usciti stanchi ma molto soddisfatti.
26 aprile

Andiamo sul vulcano!!! Prendiamo la barca che ci porta al vulcano. Il paesaggio è lunare. C’erano colline tutte nerissime con delle macchie bianche causate dai vapori che fuoriuscivano dal cuore del vulcano (oddio e se salta in aria proprio oggi?). Il tempo non è dei migliori. E’ nuvolo e c’è tanto vento. Risaliamo in barca e ci infiliamo i costumi. Volevamo tuffarci in una piccola baia di acqua calda sulle coste del vulcano.
La barca si ferma e io mi tuffo. L’acqua è gelida! Pochi coraggiosi si tuffano. Ho le palpitazioni ma l’emozione è troppa e inizio a nuotare verso la baia.
(La barca non si poteva fermare più avanti?!?!?).
Arrivati, l’acqua era caldissima, con i fondali di sabbia rossissima e con le bolle dei gas che venivano su dalle spaccature della roccia sotto l’acqua. Non volevo tornare indietro… ma tutto è durato poco. Dovevamo tornare, se no la barca ci abbandonava lì. Che bella esperienza.
Finita la gita prendiamo la nostra supercar e andiamo in uno dei paesi più spettacolari e belli dell’isola: Oia. Sembrava un paese giocattolo, finto. Tutto pulito, tutto bianco con i particolari tinti di azzurro, piena di vicoletti, di mulini e scorci particolari da fotografare. Anche qui dovevamo tornarci. (2 gg dopo abbiamo visto il tramonto qui).

Andiamo sul vulcano!!! Prendiamo la barca che ci porta al vulcano. Il paesaggio è lunare. C’erano colline tutte nerissime con delle macchie bianche causate dai vapori che fuoriuscivano dal cuore del vulcano (oddio e se salta in aria proprio oggi?). Il tempo non è dei migliori. E’ nuvolo e c’è tanto vento. Risaliamo in barca e ci infiliamo i costumi. Volevamo tuffarci in una piccola baia di acqua calda sulle coste del vulcano.
La barca si ferma e io mi tuffo. L’acqua è gelida! Pochi coraggiosi si tuffano. Ho le palpitazioni ma l’emozione è troppa e inizio a nuotare verso la baia.
(La barca non si poteva fermare più avanti?!?!?).Arrivati, l’acqua era caldissima, con i fondali di sabbia rossissima e con le bolle dei gas che venivano su dalle spaccature della roccia sotto l’acqua. Non volevo tornare indietro… ma tutto è durato poco. Dovevamo tornare, se no la barca ci abbandonava lì. Che bella esperienza.
Finita la gita prendiamo la nostra supercar e andiamo in uno dei paesi più spettacolari e belli dell’isola: Oia. Sembrava un paese giocattolo, finto. Tutto pulito, tutto bianco con i particolari tinti di azzurro, piena di vicoletti, di mulini e scorci particolari da fotografare. Anche qui dovevamo tornarci. (2 gg dopo abbiamo visto il tramonto qui).
27 aprile 

Questa giornata l’abbiamo dedicata al relax anche perché io e Ste spinti dalla nostra curiosità non riusciamo mai a stare fermi. Siamo tornati alla Red Beach: abbiamo fatto il bagno nell’acqua ghiacciata e ci siamo lasciati coccolare dal sole. I nostri giorni di vacanza stanno per terminare. Ultima mangiatona a Fira, in un ottimo ristorante con il cameriere Albanese (o greco del nord) che, ovviamente, parla in italiano (ma anche cinese e giapponese), ride e scherza con noi e ci saluta con un "Forza Italia" (ma non parla di calcio).
Salutiamo Diego (Buona Fortuna per la tua avventura greca).


Questa giornata l’abbiamo dedicata al relax anche perché io e Ste spinti dalla nostra curiosità non riusciamo mai a stare fermi. Siamo tornati alla Red Beach: abbiamo fatto il bagno nell’acqua ghiacciata e ci siamo lasciati coccolare dal sole. I nostri giorni di vacanza stanno per terminare. Ultima mangiatona a Fira, in un ottimo ristorante con il cameriere Albanese (o greco del nord) che, ovviamente, parla in italiano (ma anche cinese e giapponese), ride e scherza con noi e ci saluta con un "Forza Italia" (ma non parla di calcio).
Salutiamo Diego (Buona Fortuna per la tua avventura greca).
28 aprile
Passiamo la mattina in spiaggia a tirar tardi, poi dobbiamo iniziare il viaggio di ritorno.
Lasciamo l’hotel in fase di ristrutturazione, paghiamo la stronza per il passaggio al porto
e prendiamo il nostro traghetto… Arriviamo al Pireo alle 23 passate. Primo albergo a tiro e nanna. Siamo distrutti! Chissà se rivedrò la mia Santorini. 
Passiamo la mattina in spiaggia a tirar tardi, poi dobbiamo iniziare il viaggio di ritorno.
Lasciamo l’hotel in fase di ristrutturazione, paghiamo la stronza per il passaggio al porto
e prendiamo il nostro traghetto… Arriviamo al Pireo alle 23 passate. Primo albergo a tiro e nanna. Siamo distrutti! Chissà se rivedrò la mia Santorini. 
29 aprile
Oggi era l’ultimo giorno. Con il musetto giù facciamo il giro dei mercatini delle pulci, dove vendevano veramente di tutto (cell rubati, gadget cinesi, ecc…) e poi prendiamo il nostro pullman che ci porta in aeroporto.
Oggi era l’ultimo giorno. Con il musetto giù facciamo il giro dei mercatini delle pulci, dove vendevano veramente di tutto (cell rubati, gadget cinesi, ecc…) e poi prendiamo il nostro pullman che ci porta in aeroporto.
Volevo ringraziare Stefano per essere sempre il mio compagno di viaggio ideale, sempre attento e vigile che non mi rubino la borsetta (Ahah) o addirittura la mia valigia di 20,6 Kg (Ahahaha). Grazie mio cuoricino per la pazienza che hai con me… turbolenta e testona come sono. Ti bacio.
mercoledì 2 maggio 2007
Kalispéra
Ed eccoci qui... siamo tornati dal nostro bellissimo viaggio in Grecia carichi di emozioni e energia. La vacanza è stata una favola, ci siamo divertiti e arricchiti di esperienze nuove. Eravamo partiti con l'idea di riposarci un pò, invece, come ogni volta che viaggiamo, io e Ste ci facciamo coinvolgere dagli eventi e dalla curiosità. Vi racconteremo il nostro viaggio appena anche noi ci renderemo conto che siamo tornati. Efharistò Ste di tutto. A presto e kalispéra.
Siamo Tornati!
Sì, eccoci a casa (purtroppo). Siamo tornati carichi di foto, ricordi e dettagli utili; Santorini ed Atene sono stati veramente dei luoghi che ci hanno colpito per le loro caratteristiche speciali.
Non mi dilungherò molto ora; appena posso prendo il taccuino della Bestiaccia e mi metto a (tra)scrivere gli appunti di viaggio, così come abbiamo fatto con l'Irlanda, aggiungendo anche le foto.
Magari ci pensiamo su, all'ipotesi di metterne un paio in primo piano e di pubblicare un intero album su Flickr o GooglePhotos o altro...
Purtroppo è ora di tornare a quel reality show che è la nostra vita lavorativa.
A presto & stay tuned!
Non mi dilungherò molto ora; appena posso prendo il taccuino della Bestiaccia e mi metto a (tra)scrivere gli appunti di viaggio, così come abbiamo fatto con l'Irlanda, aggiungendo anche le foto.
Magari ci pensiamo su, all'ipotesi di metterne un paio in primo piano e di pubblicare un intero album su Flickr o GooglePhotos o altro...
Purtroppo è ora di tornare a quel reality show che è la nostra vita lavorativa.
A presto & stay tuned!
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